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Con Business Productivity Online Suite, Office si trasferisce online

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Scritto da Giuseppe M. Goglio

A dimostrazione della validità di uno strumento SaaS complementare al pacchetto software, Microsoft illustra i casi di due utenti e un partner

Sia che si chiamino servizi remoti, Asp oppure che venga utilizzata la più attuale definizione di SaaS (software as a Service), il concetto resta lo stesso: affidare a terzi la gestione dei sistemi informativi aziendali. In questo modo, i costi e le competenze necessarie a mantenere efficiente l’infrastruttura It non gravano più sul bilancio interno. Il problema riscontrato da diversi adepti di queste soluzioni è però che a conti fatti l’alternativa non è risultata così conveniente come promesso, anzi. Non di rado, quindi si è assistito a una marcia indietro, con il risultato di dover affrontare nuove spese per riportare il tutto sotto il controllo interno.

Nonostante questo, il concetto di esternalizzazione non è andato disperso. In molti oggi continuano a crederci, eventualmente aggiustando il tiro in considerazione delle applicazioni e del tipo di utenza. Sulla strada aperta al grande pubblico da Google con le Google Apps, anche Microsoft ha dimostrato subito di crederci. Pur con le dovute cautele del caso mirate a non penalizzare la vendita di licenze di Office, l’offerta Microsoft si è estesa alla Business Productivity Online Suite, grazie alla quale un’azienda può optare per l’utilizzo degli strumenti di comunicazione e produttività al costo di un canone mensile. Il pacchetto comprende Exchange Online, SharePoint Online, Office Live Meeting e Office Communications Online, tutte applicazioni accessibili in remoto  ed erogati direttamente dai datacenter di Microsoft.

Oltre a una nuova opportunità di scelta per gli utenti finali, una soluzione Saas come quella proposta da Microsoft si presenta vantaggiosa anche per un’altra categoria di aziende. Risulta infatti interessante il caso di Solvi, società milanese nonché partner di Microsoft attiva nel settore della consulenza e dei servizi mirati a ottimizzare le infrastrutture It delle Pmi. Per qualche tempo Solvi ha seguito la strada del gestore di servizi remoti, facendosi carico delle applicazioni dei propri clienti, salvo fare marcia indietro dopo qualche tempo a causa degli elevati costi interni determinati da questa scelta. A giudizio di Solvi, ora la Business Productivity Online Suite permette di rilanciare questa possibilità. In particolare, l’azienda si dice certa di poter raggiungere l’obiettivo di un aumento del 50% nel parco clienti e il raggiungimento di un fatturato pari a 500mila euro. Tra le prospettive più interessanti, la possibilità di ridurre da un mese a un giorno i tempi di installazione delle applicazioni presso i propri clienti.

Due infine, i casi additati da Microsoft come esempi concreti della bontà della Business Productivity Standard Suite: la compagnia di trasporto merci aereo MiniLiner di Orio al Serio, che grazie alla soluzione remoto ha affermato di essere finalmente riuscita a mettere ordine nella confusione creatasi all’interno del sistema It a seguito di una crescita tanto rapida quanto disordinata, e il fornitore di impianti per la sicurezza Saet attratto dalla possibilità di rinnovare la propria organizzazione preservando l’infrastruttura esistente e con un rapporto costi/benefici vicino alle proprie esigenze.

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