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Sicurezza video a prova di giudice

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Scritto da Giuseppe M. Goglio

I consigli del consulente legale per un impianto di videosorveglianza nel pieno rispetto delle leggi senza rinunciare alla sicurezza

La diminuzione dei costi dell’hardware combinata alla maggiore disponibilità di banda larga, accompagnata a contratti flat sempre più abbordabili ha portato a una crescente diffusione della videosorveglianza anche al di fuori degli ambiti strettamente industriali o di sicurezza urbana. Sia che si tratti di installazioni in ambito privato sia per attività commerciali, è importante però non sottovalutare le implicazioni a livello legislativo di una telecamera collocata ai margini di una proprietà. Un aiuto a evitare spiacevoli conseguenze legate a un utilizzo improprio lo fornisce Valentina Frediani, avvocato e consulente legale in diritto informatico, contrattualistica informatica e privacy, uno dei relatori nell’agenda del  convegno TVCC Conference&Expo 2009, in programma il prossimo 21 Maggio ad Assago, alle porte di Milano. Otto i punti delicati da affrontare.

Cartellonistica
In caso di sistema Tvcc è sempre obbligatorio affiggere specifica cartellonistica che segnali le telecamere, salvo precisa dispensa ottenuta a seguito di un intervento dell’Autorità a fini di indagine o prevenzione.

Posizionamento.
Non è possibile modificare, in qualsiasi momento ed a totale discrezionalità,  il posizionamento di una singola telecamera. Occorre verificare la destinazione della ripresa  (ad esempio nel caso dei lavoratori occorre seguire le procedure di cui all’art. 4 L. 300/70) e le prescrizioni normative in relazione al luogo di posizionamento e tutta una serie di elementi che comportano necessariamente di ponderare preventivamente il riposizionamento.

Enti locali
In seguito al Decreto di urgenza antistupri gli enti locali che le gestiscono potranno installare con più facilità le telecamere, ampliandone quindi il posizionamento, e conservare le registrazioni per molto più tempo.

Tempi conservazione immagini
Normalmente le immagini registrate si possono conservare per 24 ore. In caso di registrazione da parte di enti, in particolare la polizia municipale, e a seguito del Decreto di urgenza antistupri è possibile conservare le immagini registrate per un periodo di 7 giorni.

Procedura in presenza di un reato
Per verificare tramite le telecamere la commissione di un reato occorre estrapolare le immagini di interesse, ovvero l’arco temporale di ripresa, e consegnarle direttamente alle Autorità conservandone comunque una copia, a titolo defensionale.

Chi può accedere alle immagini
Sussiste l’obbligo di individuare specificatamente chi può accedere alle immagini registrate. Occorre indicare non tanto il nominativo quanto il ruolo che il soggetto ha rispetto al titolare del trattamento.

Se la telecamera non registra
Gli obblighi in materia di privacy sussistono sempre. In caso di mancata registrazione si modificano gli adempimenti cui far fronte.

Responsabilità giuridica per chi installa un sistema Tvcc
Sussistono responsabilità giuridiche in base a quanto commissionato. Nel caso di progettazione con consulenza finalizzata anche al posizionamento ed alla registrazione, ci può essere un coinvolgimento di responsabilità. Nel caso in cui, invece, l’installatore sia chiamato ad eseguire meramente l’installazione non si può avere alcun responsabilità dell’installatore, salvo i casi di evidente violazione: per esempio il posizionamento di una telecamere in un bagno.

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