Microsoft pubblica i formati per l’interoperabilità
Per amore o per calcolo (si parla di una multa da record comminata dall’UE) ecco l’outing su protocolli e formati documentali targato Microsoft
A quattro mesi di distanza dall’impegno preso da Steve Ballmer, Microsoft compie una serie di mosse sulla via della trasparenza: in altri termini, ha reso pubblica la prima versione della documentazione tecnica per i protocolli su cui si basano Office 2007, SharePoint Server 2007 ed Exchange Server; pubblicato oltre 5000 pagine di nuova documentazione per i formati binari Word, Excel e PowerPoint (standard di fatto, ma finora ben poco chiari nei contenuti, il che ha suscitato vari mugugni e interrogativi in Governi e Pubbliche Amministrazioni); e, infine, incontrato vari partner e competitor per verificare l’interoperabilità dei propri prodotti. In attesa che gli esperti si pronuncino sull’aspetto tecnico, il passo avanti di Microsoft da un punto di vista politico è evidente. Craig Shank, responsabile dei progetti legati all’interoperabilità in seno a Microsoft, ha dichiarato: “Le azioni odierne rappresentano il pieno adempimento delle promesse fatte […]”. Di fatto, si tratta del seguito della mossa di febbraio di Ballmer. L’allora numero due di Microsoft, da oggi al timone di Big M, aveva reso pubbliche più di 30.000 pagine di documentazione, con la seguente motivazione: “Se nel corso degli anni abbiamo condiviso molte informazioni con i nostri partner […] quanto fatto oggi è una significativa espansione verso un’ancora maggior trasparenza e interoperabilità”. Quest’ultima è la vera parola chiave: fa rima con apertura agli altri, ma soprattutto con la spada di Damocle rappresentata dalla conferma di una decisione presa nel 2004 dalla Commissione Antitrust dell’Ue contro il gigante del software mondiale, accusato di aver abusato della sua posizione dominante per schiacciare la concorrenza, data lo scorso settembre dal tribunale di primo grado della Corte europea. A ciò sono seguite due indagini formali della stessa Corte UE (una per l’interoperabilità e una per il legame tra i vari software) all’inizio del 2008, e a febbraio una multa record da 899 milioni di euro per non aver rispettato le sanzioni imposte sulla violazione della normativa antitrust. Visto che al momento attuale le sanzioni comminate dalla UE a Microsoft passano il miliardo e mezzo di euro, a Big M conviene seguire la via della collaborazione e dell’apertura su protocolli e formati documentali. Dell’interoperabilità, appunto: l’azienda ha promosso meeting in Corea del Sud, Cina e Germania riunendo allo stesso tavolo amici e nemici per verificare la fungibilità del proprio Open Xml e di OpenDocument Format (Odf) su varie piattaforme e periferiche, da Mac OS X Leopard a iPhone, Palm OS, Symbian OS, Linux e Windows Mobile. E se in Rete è un pullulare di analisi molto dettagliate in materia, c’è anche chi ha dichiarato di recente: “Odf ha vinto in maniera netta su Ooxml“. Se si aggiunge che la persona in questione, Stuart McKee, è National Technology Officer per il settore pubblico Usa di Microsoft, lo stupore è d’obbligo.





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