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È a getto d’inchiostro il futuro della stampa in ambito aziendale

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Scritto da Giuseppe M. Goglio

Parte in grande stile, all’insegna dello slogan “l’economia che fa bene all’ecologia“, la rivoluzione promessa da Epson nella stampa da ufficio che fa leva su una compatibilità con l’ambiente in grado di sposarsi con il risparmio come mai in precedenza. Diversamente da quanto si potrebbe ipotizzare però, questa rivoluzione non è una consacrazione definitiva della stampa laser anche per quanto riguarda il colore, ma va esattamente nella direzione opposta. La vera sfida che la società lancia ai diretti rivali, HP e Samsung in prima fila, fa affidamento sulla più recente evoluzione della stampa a getto di inchiostro. “Siamo partiti dal presupposto che per noi la tecnologia deve combinare risparmio energetico ed economia di utilizzo - afferma Massimo Pizzocri, amministratore delegato di Epson -. Non succede in tutti i settori, ma nell’informatica questo è possibile”.

Per approndire Rivendicando con fermezza un ruolo di azienda ‘amica’ dell’ambiente sin da tempi non sospetti, oggi Epson per fare breccia nel settore aziendale, dove la stampa a colori a getto di inchiostro è ancora vista con sospetto a causa dei costi per pagina, affida le proprie carte a due nuovi modelli frutto della ricerca interna avviata sulla base di un sondaggio realizzato proprio tra i diretti interessati. Dati alla mano, l’obiettivo è dimostrare che il livello attuale della tecnologia a piezoelettrico consente un abbattimento radicale dei costi: “Siamo in grado di fornire risposte concrete a tutti e quattro i problemi che ci sono stati evidenziati nel confronto con le stampanti laser - precisa Flavio Attramini, business manager prodotti office di Epson -: affidabilità, facilità di integrazione, manutenzione ordinaria e volumi di stampa“.

I primi due modelli di una linea che l’azienda si auspica cresca rapidamente sono la B300 e la B500DN, che si differenziano soprattutto per alcuni accessori di serie, tra cui l’interfaccia di rete. Secondo quanto dichiarato da Flamini, le stampanti sono in grado di sopportare un carico di lavoro pari a 20mila pagine al mese, grazie a una testina di nuova concezione, sono costruite con componenti di interfaccia simili alle laser e quindi non possono incontrare problemi né con i diversi sistemi operativi ne con le applicazioni business e i linguaggi di stampa, hanno un’autonomia che per il bianco e nero arriva a 8mila pagine e offrono tre cassetti di alimentazione, per un totale di 650 fogli. “A questi quattro fattori, ne voglio aggiungere altri due, per noi altrettanto importanti: ecologia ed economia - sottolinea Flamini -. Rispetto alla nostra AcuLaser, il consumo elettrico passa da 900W a 32W; su una stima di 3mila pagine al mese per tre anni questo significa risparmiare 300 euro“.

Più in dettaglio, su un ammontare di 2.000 stampe in bianco e nero, il costo per pagina è di 0,62 centesimi di euro paragonati, secondo stime Epson, agli 1,87 dell’HP 3600N e ai 1,44 della Samsung CLP-610ND, entrambe laser. Per mille stampe a colori invece, il costo per pagina è indicato rispettivamente in 2,55, 10,31 e 8,15 centesimi di euro.

Pur considerando ancora lontano il tramonto dell’epoca delle stampanti laser, per Epson questi due annunci significano una svolta importante, per non dire storica. La produzione di laser infatti viene mantenuta, ma nelle strategie di lungo termine, nuovi modelli in grado di soddisfare anche altre categorie di utenza, soprattutto in ambito business, nelle intenzioni dell’azienda sono destinati a favorire il consolidamento della nuova generazione di tecnologie a getto d’inchiostro.

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