UMTS: realtà e finzione
Primavera è “stagione” di fiere e tempo ideale per dare uno sguardo al futuro e all’innovazione. A conclusione del CeBIT di Hannover e prima ancora del 3GSM World Congress, non vi è dubbio che il tema inevitabile di tutti gli eventi del 2002 rimane la terza generazione, per gli amici (europei) UMTS.La prossima generazione sta prendendo forma sotto i nostri occhi. Da quello che è stato possibile vedere in anteprima, è abbastanza chiara la strada che ci stiamo preparando a percorrere. Una volta tanto, comunque, vogliamo essere ottimisti: l’entusiasmo di qualche anno fa sta tornando, cauto. Le prospettive sono allietanti, il futuro sembra roseo, ma la strada da percorrere non sarà semplice. Anche perché, lo abbiamo già detto diverse volte, “immaginare” l’UMTS è abbastanza difficile trattandosi di una piattaforma in piena evoluzione. Di conseguenza, non siamo ancora in grado capire come sarà la terza generazione al suo apice, diciamo tra una decina di anni
Quali sono quindi gli elementi certi? In primo luogo, ciò che appare abbastanza certo è che il traffico voce si manterrà ai livelli attuali. D’altro canto, il traffico dati è destinato ad aumentare, cambiando il nostro attuale concetto di mobilità. L’architettura UMTS, che si basa sul protocollo IP, renderà possibile infatti non solo la navigazione su Internet tramite PDA o PC connesso al terminale ad alta velocità, ma anche attraverso lo stesso terminale e, grazie al fatto che le velocità di picco sono così elevate (da 384 kbit/s a 2048 kbit/s), la fruizione di contenuti multimediali da qualsiasi dispositivo, fisso o mobile. Con l’UMTS, infatti, si prospetta una “unificazione” tra le reti Single Service (rete fissa, Internet, GSM, TV, ecc.) attraverso l’impiego di protocolli a pacchetto e quindi l’opportunità di sviluppare all’origine servizi fruibili indipendentemente da terminale fisso o mobile, con nuove possibilità di comunicazione, sia direttamente tra persone, che indirettamente tra persone, contenuti e macchine.
Detto questo, i costruttori, ma soprattutto gli operatori, stanno spingendo sull’acceleratore per fare in modo che l’avvento dell’UMTS sia per tutti una cosa straordinaria. Si sprecano previsioni, valutazioni, progetti, mentre l’immaginazione corre libera… Il cellulare UMTS sarà il fulcro multimediale della nostra vita, la centralina del nostro volere domestico, un telecomando con cui controllare qualsiasi altro apparecchio (TV, PC, ecc) a cui piano a piano si il nostro terminale mobile andrà a sostituire in una fase successiva, nella quarta, quinta generazione…
Cosa significa questo? Solo che tra le applicazioni importanti dell’UMTS vi saranno, oltre appunto alla multimedialità (video e audio streaming, messaggi multimediali, immagini, interazioni con realtà virtuali), anche l’identificazione “sicura” dell’utente che renderà possibile impieghi nel settore e-commerce ed m-commerce, nonché l’accesso a reti ed applicazioni corporate di un’azienda. E poi, ma questo è un discorso strettamente collegato con l’introduzione dell’IPv6, sarà possibile la connettività di macchinari ed apparati elettronici (elettrodomestici, automobili, ecc.), nonché dei dispositivi di automazione, soprattutto in ambito “machine-to-machine”. Il tutto rigorosamente wireless.
Ma per tutto questo c’è ancora da aspettare. L’ottimismo (cauto) di cui parlavamo poche righe più su è giustificato dall’impressione che i protagonisti dell’evoluzione UMTS – gestori e costruttori – stiano prendendo con la dovuta prudenza il futuro. In tempo di crisi, infatti, niente è più pericoloso di una decisione avventata, dettata dalla fretta o da aspettative errate. Per ora, tutto quello che abbiamo scritto nelle righe precedenti è pura finzione. La realtà è che questo è solo uno dei tanti scenari possibili, forse quello più probabile, ma certamente non l’unico. I primi servizi UMTS, quelli che partiranno tra qualche mese, sono anni luce lontano da quello che tutti noi ci aspettiamo di vedere nell’era dell’UMTS. La terza generazione è solo agli inizi. E il futuro ci riserva ancora molte sorprese.





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