Licenze UMTS e non solo: uno sconto “incalcolabile”
Le licenze UMTS si allungano. Come ampiamente preannunciato, il Governo ha approvato la scorsa settimana in via definitiva il Dpr che prolunga da 15 a 20 anni la durata delle licenze telefoniche. In realtà, quindi, non solo UMTS ma anche GSM e di telefonia fissa, anche se l’impatto più forte si avrà (chiaramente) sulle più costose licenze di telefonia mobile di terza generazione. Un allungamento “significativo” che rappresenta – in teoria – uno sconto per le società titolari di licenza, un aiuto “sostanziale” agli operatori in tempo di crisi economica, causata in parte anche dagli investimenti astronomici per le licenze nelle tlc.Secondo quanto ha detto il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, al termine del Consiglio dei ministri, si tratta “di una buona notizia per il settore delle telecomunicazioni in quanto creerà dei benefici economici senza aggravio per i conti dello Stato. È un segnale positivo - ha detto il ministro - per un settore che pure in Italia sta avendo una situazione migliore di quella di altri paesi”. Chiaramente – come sottolinea una nota dello stesso Ministero – “non si tratta di un risparmio concreto, ma solo di una riduzione degli ammortamenti”, anche se le stime fornite da Gasparri parlano di “quattro miliardi di euro che le cinque aziende che hanno vinto la gara per l’UMTS potranno maturare nei loro bilanci”. Detto questo, il segnale che ha voluto mandare lo Stato è importante.
In pratica – prosegue la nota del Ministero citando le parole del ministro Gasparri – la riduzione degli ammortamenti per ciascuna azienda vincitrice della gara per l’UMTS sarà di 46 milioni di euro all’anno, passando ad 184 a 138 milioni di euro. “Non è un’erogazione, è un beneficio rispetto ai bilanci. Per quanto riguarda il GSM – ha aggiunto il ministro – ci saranno vantaggi anche maggiori, ma al momento non calcolabili anche perché negli anni l’UMTS tenderà a sostituire il GSM come è già avvenuto per il TACS”.
Ebbene, non c’è alcun dubbio sul fatto che l’allungamento delle licenze rappresenti una concessione dello Stato ai gestori italiani, un aiuto ed uno sconto formale che tuttavia ha un costo “zero” per le casse dello Stato pur portando enormi vantaggi per gli operatori, le aziende e il mercato, come ha sottolineato Gasparri. Tanto più che, come ha sottolineato lo stesso Ministro, le licenze negli altri paesi europei hanno di norma quasi tutte una durata di 20 anni e non 15. Ed è proprio nel settore della telefonia di terza generazione, UMTS, che si sente maggiormente il bisogno di un aiuto “concreto” del Governo per favorire il lancio dei servizi.
Il settore delle telecomunicazioni sta attraversando una crisi, come anche nel resto del mondo, e già alcune società hanno issato bandiera bianca, rinunciando ad investire nel business dell’UMTS. Tra queste la compagnia spagnola Telefónica e la finlandese Sonera, due autentici colossi contitolari nel consorzio IPSE 2000 di una delle cinque licenze italiane, che hanno annunciato il congelamento dei loro investimenti nell’UMTS al di fuori dei rispettivi confini nazionali, quindi anche in Italia. Una decisione che mira a contenere le perdite, segnando (con moltissima probabilità) la morte silenziosa di un altro gestore italiano.
Gli interventi “tradizionali” comunque non sono mancati: sempre nei giorni scorsi, ha ricordato Gasparri, il ministero ha ricevuto un parere favorevole da parte delle commissioni parlamentari il decreto legislativo per facilitare l’installazione delle antenne UMTS e in generale di quelle telefoniche, con procedure più snelle, “accogliendo in questo modo le sollecitazioni che erano arrivate dall’Unione Europea per lo sviluppo dei telefonini di terza generazione”. Basterà?





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