Guarda quel blog!
La Rete piena di fotografie. Merito dei fotoblog. Diventa popolare una variante per immagini del linguaggio del diario, uno sguardo sul mondo che impara a cogliere i segreti del quotidiano, a valorizzare le ripetizioni, a cercare il memorabile nel banalevai alla photogallery »
Fotomania. La triangolazione fra pellicola, digitale e Internet ha prodotto un vero e proprio fenomeno di ritorno: la fotografia è di nuovo popolare. Si è ritornati a scattare foto e a guardarle. E l’immagine fissa, still, contende ai video il primato di documento privilegiato dei ricordi e dei racconti individuali e collettivi.
La disseminazione della fotografia in rete è soprattutto merito dei blog, sia quelli “testuali” sempre più spesso corredati da fotografie che completano ed estendono quanto scritto o segnalato; sia, soprattutto, i fotoblog veri e propri. Che altro non sono che blog dove le foto dominano da sole la scena, sono il contenuto del sito, secondo regole informali definite per esempio sulle numerose directory di fotoblog che stanno sorgendo, come quella tutta al femminile e italiana di female eye, o come photoblogs.
La sensazione che diffondono questi blog fotografici è di liberazione dall’attenzione maniacale al materiale tecnico - apparecchi, pixel, oppure Iso, obiettivi - che troppo spesso si riscontra sulle pubblicazioni dedicate alla fotografia; di straordinaria attenzione ai soggetti e ai temi; di uso della fotografia come racconto di storie.
Per esempio, merita un’attenzione il fotoblog cinese Ziboy (che Mytech ha raggiunto grazie alla segnalazione su un altro blog, Min*mina, a sua volta esempio di weblog italiano che usa le foto a sostegno dei testi). Ziboy cattura alcune immagini di normalità urbana (Pechino) nei giorni della Sars.
Il percorso di Ziboy è anche esemplare delle opportunità offerte dalla fotografia digitale.
Fino al momento di acquistare una Sony P30 nell’agosto 2001, l’autore di Ziboy, Wen Ling, aveva pressoché ignorato la fotografia, giudicandola troppo costosa. Una volta entrato in possesso della Sony, racconta sul sito, “siamo diventati inseparabili”. Questo amore ha portato Wen Ling a ottenere un lavoro come fotogiornalista in una agenzia della capitale cinese.
La fotografia digitale - tutta digitale, cioè, a cominciare dalla macchina fotografica - complessivamente meno costosa di quella tradizionale, renderebbe dunque (secondo gli entusiasti) accessibile a (quasi) tutti, quel che con la pellicola è permesso solo ai professionisti (o agli hobbisti con budget robusti): scattare a ripetizione molte pose, per avere più probabilità di azzeccare la foto indimenticabile, per affinare la tecnica attraverso la prova e l’errore, per cogliere differenze marginali nei soggetti.
Condizione però analoga a quella di coloro che adottano le pellicole per diapositive, i cui costi post ripresa sono indubbiamente più abbordabili rispetto alle pellicole negative.
Così, anche se c’è chi afferma, come fa Salon.com, che le fotocamere digitali avrebbero reso l’arte della fotografia assai più diffusa. Il punto è probabilmente un altro.
E’ infatti la possibilità di pubblicare facilmente su Internet il fattore che ha cambiato il mondo del fotoamatore.
Finalmente le riprese possono essere viste, si possono avvicinare i lavori di moltissimi appassionati, e di conseguenza aumentano le opportunità di osservare immagini di buon livello.
Basta cercarle un po’, sia sui luoghi tradizionali dei blog, come quelli di Blogger o Splinder. Ma soprattutto negli spazi “specializzati” come Photoblogs e Fotolog.net.
Quest’ultimo è insieme un sito che ospita i fotoblog e una piattaforma software per crearli gratuitamente e in pochi minuti. Ormai viaggia a quasi duemila nuove foto caricate ogni giorno e anche una navigazione casuale permette di vedere scatti di qualità e originalità diversa ma complessivamente di grande interesse.
Proprio in questi giorni le funzioni più avanzate di Fotolog.net sono diventate a pagamento, probabilmente per arginare la massa enorme di immagini in arrivo quotidianamente.
Questa scelta dei gestori del sito ha anche scatenato un dibattito, sulla natura degli utenti di Fotolog.net e su un presunto dualismo fra un uso di qualità e uno più popolare. Oltre che una vera e propria guerra di religione fra chi accetta di buon grado i 5 dollari al mese per rendere il proprio fotoblog “gold camera” e chi invece vuole tutto gratis.
Lo sguardo attento su una parte dei fotoblog di Fotolog.net suggerisce come in alcune di queste pagine prenda forma e sostanza una sorta di variante dello specifico linguaggio della fotografia digitale: lo scatto quotidiano che non pone tempo fra la ripresa e la pubblicazione e quindi accompagna le esistenze fissandone immediatamente anche i momenti apparentemente banali, magari ripetuti, i momenti fino a oggi trascurati da molti amatori; quegli istanti non considerati memorabili ma spesso ricchi di implicazioni e temi.
La fotocamera digitale e il blog, dunque, come aiuto a guardare il mondo e le vicende quotidiane con attenzione, con un occhio che via via si addestra e diventa più intuitivo; uno sguardo che muta quotidianamente, insieme alla realtà che ritrae.
Niente di nuovo per molti fotografi; sia di professione che dilettanti. Ma, ancora, la fotografia digitale aiuta a rendere popolare questo modo di ritrarre il mondo. E viene da pensare come si sarebbe comportato Auggie Wren, il personaggio del film Smoke (interpretato da Harvey Keitel) se avesse avuto a disposizione una fotocamera digitale. Per anni ogni giorno, alla stessa ora scatta una fotografia con una reflex e pellicola bianconero dalla stessa posizione davanti al suo negozio di tabacchi a New York. E con queste fotografie riempie album interi. E in una delle scene più memorabili del film invita un altro personaggio, lo scrittore Paul Benjamin (William Hurt), a osservare con attenzione, con calma, la serie di immagini, apparentemente simili, a coglierne le sfumature, a capire le trasformazioni.
Oggi si è dunque di fronte proprio alla moltiplicazione di questo uso narrativo della fotografia.
E che quello tra blog e fotografia fosse un incontro predestinato è dimostrato anche dalla vicenda di Noah Grey, fotografo per professione e ideatore di Greymatter, uno dei tool in circolazione per creare i weblog: sviluppato proprio per mettere facilmente in Rete propri i lavori.





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