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Sky nelle polemiche: Adiconsum dal Garante

Scritto da Giulio Boresa

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L’associazione consumatori si affida all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni: scarsa trasparenza contrattuale, disservizi; troppe interruzioni pubblicitarie. Lamentele anche per la qualità della trasmissioni
Adiconsum contro Sky, primo round. Arbitro, il Garante . Martedì 9 settembre c’è stato il primo incontro tra il rappresentante di Adiconsum, Mauro Vergari, e , responsabile, presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, della commissione che si occupa di monitorare le attività di Sky.

«Sky si è chiusa al dialogo con noi, mentre il Garante si è mostrato disponibile. Abbiamo spiegato a Sansaloni quello che in Sky non va e che andrebbe cambiato, per rispetto dei diritti dei consumatori», ha detto Vergari a MyTech, pochi minuti dopo l’incontro ufficiale, durato un’ora e mezza. Di alcuni problemi Adiconsum aveva già discusso prima del lancio di Sky.

Adesso si parla anche di alcuni punti controversi nel contratto; dei disagi e dei disservizi subiti dagli utenti.
«Sansaloni ci ha assicurato di avere il potere di intervenire contro le irregolarità che dovesse rilevare. Nei prossimi giorni si incontrerà con un rappresentante di Sky, per discuterne», dice Vergari.

Un contratto fantasma
Al centro della polemica, è il tema della trasparenza contrattuale. Se ci si abbona online, si arriva fino alla fase del pagamento (via carta di credito) senza avere la possibilità di visualizzare il contratto. «E chi si abbona a Sky presso un rivenditore ha la stampa del contratto solo dopo la firma, quando i giochi sono fatti. Noi siamo riusciti a leggerlo solo grazie a un amico rivenditore», dice Vergari.
Il punto, secondo Adiconsum, è che Sky ha qualcosa da nascondere: ci sono clausole vessatorie ai danni del consumatore. Per esempio, la garanzia sull’installazione dell’impianto è solo di 90 giorni, invece dei due anni previsti dalla legge. La fattura con i costi dell’abbonamento è inviata a casa dell’utente solo su sua richiesta a momento dell’adesione. Non c’è una carta dei servizi, non sono previste modalità per reclami e contenziosi.

Adiconsum ha da ridire anche sulla qualità delle trasmissioni e sulla frequenza degli intermezzi pubblicitari.
«Il contratto è tuttora sotto l’esame dei nostri avvocati. Sono già state scoperte nuove clausole da contestare, oltre a quelle già indicate al Garante. Per esempio, il contratto dà diritto a Sky a fare un downgrade dell’abbonamento in corso, mentre gli utenti possono solo fare un upgrade. Passando ossia a una fascia di prezzo e di servizi più elevata», dice Vergari.

Nei prossimi giorni Adiconsum potrebbe pubblicare sul proprio sito web la lista completa dei punti contestati. Si riserva però di tenere nascoste alcune carte da giocare in un eventuale processo, dice Vergari. «Il nostro obiettivo tuttavia è ottenere giustizia tramite la mediazione del Garante. Un processo potrebbe costarci troppo e non portare danni reali a Sky. Che farebbe in tempo a cambiare le carte in tavola, prima della sentenza: mettendo online il contratto, per esempio. Cose di questo genere sono frequenti nei processi del settore hi-tech». Dove le prove hanno spesso un carattere virtuale, sfuggente.

Non è soltanto Adiconsum, in questi giorni, a gettare la luce del sospetto sulle attività di Sky. Sky, infatti, è stata di recente richiamata da Mario Monti, il Commissario Ue alla Concorrenza, a concedere a Gioco Calcio (piattaforma concorrente) l’accesso alle proprie infrastrutture e ai servizi. «Porremo delle condizioni perché il monopolio Sky cessi in futuro», ha detto Monti. Un tema caro all’Adiconsum, secondo cui è proprio per l’assenza di veri concorrenti che Sky si può permettere di calpestare i diritti dei consumatori.

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