Un giudice nella contesa dei Dvd ad alta definizione
Il Ministero della giustizia Usa ha avviato un’inchiesta preliminare sui comportamenti di Sony, Matsushita e Philips a proposito di standard per il Digital Versatile Disk di nuova generazione. Il Dvd Forum aveva scelto le specifiche del fronte rivale, guidato da Nec e ToshibaIn ambito video la guerra degli standard è una condizione normale. Basti ricordare l’opposizione tra Vhs e Betamax, i due standard analogici.
In ambito digitale tutto inizia nell’estate del 1993. Si scontrano Sd e Mmcd (peraltro standard virtualmente identici.) supportati da due eserciti agguerriti, il primo nippo-americano (Matsushita, Toshiba, Pioneer e Warner), il secondo nippo-europeo (Sony e Philips). L’intervento mediatore di Ibm persuade i contendenti a realizzare un formato unico: il trattato di pace viene siglato l‘8 dicembre 1995 con la nascita del Dvd (Digital Versatile Disk).
In breve si riformano nuovi schieramenti, pronti a sfidarsi sul campo dei Dvd scrivibili, un mercato enormemente remunerativo. Guerra più vasta, alleanze più vaste: da una parte il consorzio Dvd6c (la cui tecnologia è alla base dei formati Dvd-R, Dvd-Rw, Dvd-Ram e Dvd-Audio), che aggiunge al gruppo dell’Sd nuovi attori come Hitachi, Ibm, Mitsubishi, Jvc e Apple sul lato Pc; dall’altra parte della barricata la Dvd+Rw Alliance, che annovera tra i suoi membri Philips, Sony, Yamaha, Thomson, Verbatim, con Hp e Dell a sostegno.
Alla finestra la Cina, che si inventa l’Evd (Enhanced Versatile Disc) stanca di pagare le royalty sui brevetti per la fabbricazione dei player. Desiderio comprensibile, se si pensa che la Cina produce il 60% dei lettori Dvd in commercio nel mondo e che le royalty pesano per il 40% sui prezzi al dettaglio.
L’esito della guerra (nessun vincitore, emerge il multistandard) è davanti agli occhi di tutti: i dati di vendita 2003 negli Usa parlano di incassi dei Dvd per 17,5 miliardi di dollari (12,1 in vendite e 5,4 in noleggio), un dato che surclassa quello della spesa per biglietti del cinema, Cd e videogame.
L’alta definizione
Prossimo fronte di battaglia: il Dvd ad alta definizione, pronto a sostituire il Dvd classico. Ma niente panico: i tempi si profilano ben più lunghi, anche perché sembra che qualcuno abbia giocato sporco.
Anche questa volta la tecnologia alla base di quello che sarà il Dvd di nuova generazione è sostanzialmente la stessa. Diverse sono invece le alleanze.
Il consorzio Blu-Ray è formato dai cosiddetti Nove Colossi: Matsushita, Philips, Sony, Hitachi, Lg, Pioneer, Samsung, Sharp e Thomson. Rispetto agli attuali supporti, i nuovi dischi hanno una maggiore capienza, grazie all’adozione di un laser a frequenza più alta e di colore differente (blu, appunto, invece che rosso).
Tuttavia, nel novembre 2003 il comitato esecutivo del Dvd Forum sceglie come unico standard per il Dvd di nuova generazione le specifiche proposte da Nec e Toshiba sotto il nome di Advanced Optical Disc (Aod). A controbilanciare una minor capienza dell’Hd Dvd (come è stato ribattezzato l’Aod) rispetto al Blu-Ray, l’enorme vantaggio di poter utilizzare i medesimi dispositivi di lettura e scrittura per la creazione sia dei Dvd a laser rosso (quelli attuali) che dei Dvd a laser blu.
Il consorzio Blu-Ray, tuttavia, non è rimasto a guardare e Sony, Matsushita e Philips hanno boicottato la decisione del comitato del Dvd Forum, astenendosi dal voto e rendendolo così nullo. Per evitare che anche in futuro gruppi di società di alta tecnologia formino alleanze illegali a danno dei consumatori, il Ministero della Giustizia americano ha avviato un’indagine preliminare sui tre ‘ammutinati’. Una scelta di basso profilo che presto potrebbe però essere seguita da una formale richiesta di documentazione interna.
Il mondo It conosce bene il concetto di “abuso di posizione dominante” (vedasi la condanna Ue a Microsoft di questi giorni). È arrivato il tempo di rinfrescare la memoria a quello dell’elettroncia di consumo?
Intanto la guerra continua.





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