Schermi flessibili e super batterie nel futuro mobile
Le celle a combustibile con alimentazione diretta a metanolo e i display elettronici elastici cambieranno il modo di usare i telefoninii e i computer portatiliLibertà di movimento totale: è in questa direzione che si orienta l’industria della consumer electronics: dalla telefonia mobile ai laptop e palmari fino a tutto il settore del digital imaging.
Tuttavia, il mobile deve affrontare due problemi tecnici che rischiano di frenarne lo sviluppo. Il primo è l’inevitabile dramma dell’interruzione improvvisa di riprese video, telefonate importanti o uso del notebook, a causa delle batterie scariche.
Il secondo è dovuto agli schermi che, per venire incontro alle esigenze di compattezza e leggerezza, sono diventati ormai troppo piccoli per mostrare i contenuti complessi come le pagine web, gli e-book, e soprattutto i video e le fotografie.
Due novità sembrano prospettare una nuova, prossima rivoluzione: le celle a combustibile con alimentazione diretta a metanolo e dei display elettronici flessibili.
La californiana PolyFuel e la tedesca Smart Fuel Cell cominciano a commercializzare le prime celle a combustibile con alimentazione diretta a metanolo (Direct Methanol Fuel Cells o DMFC) per device portatili.
Il funzionamento è apparentemente semplice. Una membrana a nido d’ape riporta su un lato una miscela di acqua e metanolo. Caricato elettricamente il metanolo agisce da catalizzatore rilasciando elettroni che alimentano l’apparecchio.
Ancora più semplice intuire i vantaggi di 10 ore in più di autonomia e la possibilità di ricaricare istantaneamente senza interrompere il lavoro questa batteria identica per peso e dimensioni a quelle tradizionali. Per il momento l’unico ostacolo alla diffusione delle batterie fuel cell sembra provenire dalla composizione con materiali infiammabili.
Ma i maggiori player del mercato (da Intel a Toshiba e Nec fino a Casio, Sony, Hitachi e Samsung) hanno già puntato sull’omologazione del prodotto a fronte di precise regole di utilizzo.
Il display elettronico flessibile è la scommessa solitaria di Philips. Lo schermo pieghevole spesso come un foglio di carta nasce dalle ricerche condotte dal dipartimento Polymer Vision della casa olandese nel campo della stampa su plastica dei circuiti elettronici organici.
Ecco come funziona: tra il circuito elettronico e la pellicola di plastica trasparente è spalmato uno strato di “inchiostro elettronico” con migliaia di capsule nere (carica negativa) e bianche (carica positiva). Applicando un campo elettrico si attirano le particelle permettendo così di visualizzare qualsiasi carattere o figura.
I limiti per ora risiedono nella lentezza di caricamento dell’immagine (1 secondo) e nella mancanza di colori. Ma i vantaggi potenziali, immaginabili per il futuro, sembrano destinati a cancellare in breve tempo gli attuali vincoli tecnologici e i dubbi sulle possibili applicazioni.
Innanzitutto i materiali utilizzati non necessitano di retroilluminazione, come invece i monitor attuali. Ovviamente questo permette di ridurre la profondità del display, ma soprattutto i costi di produzione fino al 20%.
Assolutamente infrangibili, questi schermi garantiscono un ciclo di vita superiore a quelli attuali, caratteristica che interesserà soprattutto gli utenti più accaniti.
Tutte qualità che, unite alle caratteristiche tecniche dei prototipi attuali (12 cm di diagonale e una risoluzione di 320x240 pixels - Qvga), sembrano indirizzarsi verso il mercato dei laptop e della telefonia mobile.
Il fatto che siano direttamente coinvolte industrie europee lascia ben sperare sulla possibilità, a breve, di vedere anche dalle nostre parti questi fogli-display elettronici per lavorare, gustarsi un Dvd o accedere alla Rete in viaggio, in meeting o in qualsiasi altra situazione.





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