Le sperimentazioni del Media Lab fra gioco e scienza
Gli avamposti del Massachusetts Institute of Technology nel vecchio continente sfoderano una nuova soluzione sperimentale ludica che sfrutta le onde cerebrali, Bluetooth e gli strumenti per l’elettroencefalografiaDi fronte a una notizia come quella che ha a che fare con l’esistenza di Mind Balance, è decisamente difficile ignorare i legami con tutto un mondo di scienza e di finzione letteraria o cinematografica. Sarebbe però ugualmente privo di senso limitarsi a qualche breve, fugace accenno. Cominciamo con il dire che Mind Balance (e ogni riferimento a cose o fatti già visti in passato è da ritenersi scontato) è un videogame. Un videogame che nella sua semplicità è davvero molto particolare.
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Poi, perché il protagonista del gioco può essere controllato anche senza bisogno di usare joystick, joypad o altri aggeggi simili. E allora come? Direttamente con le onde che partono dal cervello del giocatore. Niente cavi e niente tasti: il solo strumento necessario è Cerebrus, una particolare cuffia con funzionalità wireless. La si indossa sul capo, e via: il gioco, letteralmente, è fatto.
Sentendosi descrivere Mind Balance come una novità assoluta, qualcuno potrebbe forse storcere il naso obiettando che in realtà simili iniziative sono in circolo in diverse forme e a vario titolo già da qualche tempo nel campo della ricerca medico-bionica. Tra queste, una su tutte, la tecnologia Brain Gate di Cyberkinetics, che nel corso di quest’anno comincerà la sperimentazione clinica.
Attenzione, però: quel che fa di Mind Balance qualcosa di completamente diverso rispetto a quanto di analogo si sia visto finora è la forte presenza del wireless (o, che dir si voglia, la totale assenza di cavi, porte, connettori e via collegando).
Grazie a questo, sperano e prevedono i ricercatori, una nuova strada potrà essere tracciata nel mondo dello sviluppo di videogiochi. Questa stessa strada potrebbe a sua volta costituire per i ricercatori uno spunto per l’ideazione di nuove interfacce uomo-macchina, da sviluppare a fini ludici, certo, ma soprattutto da destinare al campo medico, in aiuto alle persone con ridotte capacità motorie.
Invece delle infrastrutture di collegamento di tipo fisso, Mind Balance utilizza un mix tecnologico fatto degli strumenti per l’elettroencefalografia diretta e della tecnologia mobile Bluetooth che convergono nella sofisticatissima e già citata cuffietta Cerebrus.
Venendo al videogame in sé, scopriamo che prima della partita il giocatore dovrà fare con il proprio cervello ciò che tante altre volte ha fatto con il sistema di controllo per i giochi del suo personal computer. Dovrà cioè calibrarlo, semplicemente concentrando la sua attenzione sui diversi elementi in movimento sullo schermo. Successivamente, sarà in grado di accedere al gioco vero e proprio, muovendo il protagonista nelle sue avventure con un sistema simile a quello sperimentato nel corso della fase del setup celebrale.





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