La bufala del player Microsoft economico corre sul Web
Un pizzico di misunderstanding, due protagoniste d’eccezione e forse un po’ di malafede: il rumor è servito. Parla di un lettore firmato Redmond, equivalente ad Ipod ma (molto) più conveniente. Un falso, mentre le verità del settore sono ben altreDal fraintendimento più o meno voluto di un articolo del Denver Post è nato un nuovo piccolo caso di (dis)informazione hi-tech. L’autorevolezza della testata che ha partorito l’equivoco ha ovviamente giocato un ruolo importante, contribuendo a gonfiare il fatto a dismisura.
Tutto nasce dal clamore scatenato da un annuncio apparso sulle pagine del quotidiano texano nel quale si fa cenno dell’imminente uscita di un clone dell’Ipod da 50 dollari, vale a dire l‘80 per cento in meno del suo prezzo originale. Incredibile. Secondo l’articolo - cosa ancora più sconvolgente - il lettore porterebbe nientemeno che la firma di Microsoft.
Il rumor circola per qualche giorno in lungo e in largo per tutta la Rete, fino a quando non trova il giusto ridimensionamento. La versione corretta è che, tra le numerose ipotesi di diversificare il proprio business, Microsoft contempla anche quella di poter immettere sul mercato un lettore economico e ultraportatile, da tenere con sé anche per il jogging. Sempre di musica e di lettori si tratta, ma di qui a poter parlare addirittura di una sfida all’Ipod la distanza è enorme.Restando in tema di lettori Mp3 e senza abbandonare casa Apple si scopre invece una notizia che, sebbene non sia circondata da alcun crisma di ufficialità, pare assai plausibile. Sembra infatti che Toshiba, produttrice già oggi di alcune taglie di hard disk per l’Ipod, sia vicina al lancio di una versione del suo drive capace di immagazzinare 60 GByte di dati.
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A conferma dell’ipotesi ci sarebbe la mole di produzione già pianificata da Toshiba per il suo nuovo drive: allo stato attuale, fatta eccezione che per un fenomeno consolidato e in grande crescita quale è l’Ipod, non ci sono altri casi tecnologici di dimensioni sufficienti a giustificare una tale richiesta.
Subito dopo la sua comparsa, la voce del nuovo superdisco di Toshiba è stata affiancata dalla possibile risposta della concorrente Hitachi, anch’essa fornitrice di Apple per gli Ipod mini e anch’essa interessata a produrre un disco da 60 GByte.





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