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Mercora, la faccia legale e sociale del peer-to-peer

Scritto da Fabio De Lorenzi

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Niente giovanotti di belle speranze dietro alle vicende del servizio di condivisione, bensì un guru del mercato della sicurezza. Il quale non a caso ha fatto di tutto per garantire l’aderenza del sistema alle leggi sul diritto d’autore
Dietro al curioso nome proprio di Mercora (che in latino significa grossomodo “scambio”, “condivisione”) ci sono tre dei fenomeni più interessanti della storia contemporanea di Internet.
Per prima cosa c’è la sua attitudine primaria, che è quella di trasmettere musica in tempo reale come un’emittente radiofonica on line. Poi c’è anche il peer-to-peer, che è la modalità con cui i contenuti musicali vanno ad alimentare il network radiofonico.
Un P2p che oltre a rimandare all’inedito significato di “person-to-person” è del tutto a norma di legge: i materiali immessi nel circuito debbono essere di comprovata legalità.

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Le canzoni condivise, infatti, oltre a non poter essere scaricate ma solo ascoltate in modalità streaming, devono provenire da Cd originali oppure essere state acquistate attraverso canali virtuali autorizzati, siano questi siti o servizi di download ufficiale.
C’è per finire il networking sociale, perché il programma su cui Mercora fa leva dà all’utente l’opportunità di diventare membro di un gruppo di navigatori coi quali potrà comunicare in maniera interattiva via chat, giocare e scambiare immagini mediante il tool Mercora P2p Pictures. A tutela della privacy gli utenti hanno la possibilità di impostare la visualizzazione dei propri dati su tre differenti livelli.
Disponibile attualmente in versione beta, Mercora può essere scaricato gratuitamente previa registrazione, pesa circa 1,3 MByte e può girare sia su Windows Xp sia su Windows 2000.

L’idea di un prodotto così attuale ed eclettico è balenata nel cranio di un personaggio già ben noto alle cronache tecnologiche. Trattasi di Srivats Sampath, fondatore del colosso dei software antivirus McAfee e protagonista della fusione tra quest’ultima e Network Associates, che opera all’elaborazione del progetto sin dallo scorso anno.
Già dai primordi Sampath ha tenuto in debita considerazione le questioni di copyright che sarebbero sorte in merito a un’iniziativa di tal genere, evitando con grande cura di incorrere negli strali dell’industria discografica con l’accusa di stimolare la pirateria.

Nella fattispecie, a garantire la liceità del sistema c’è un articolo del Digital millennium copyright act (Dmca) - il testo legislativo statunitense che costituisce il riferimento primo per la distribuzione dei contenuti digitali - secondo il quale l’audio, benché protetto da diritto d’autore, in determinati casi può essere liberamente trasmesso.
Nel caso di Marcora, la licenza per lo streaming è stata rilasciata dall’organismo non profit Sound Exchange e rafforzata dal semaforo verde di alcune tra le principali agenzie specializzate nel settore.

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