Pc Tvt: computer, telefono, Dvd e televisore. A basso costo
L’idea è del ricercatore di origine indiana Raj Reddy, già impegnato in alcune pionieristiche sperimentazioni passate. Lo scopo dichiarato è di mettere l’informatica e le telecomunicazioni a disposizione dei più poveri. Funzionerà? Microsoft pensa di sìSe sul breve periodo il digital divide - il divario tecnologico che separa le nazioni industrializzate da quelle più povere - non sembra destinato a ridursi, va tuttavia riconosciuto come nel recente passato i tentativi concreti di porvi rimedio non sono mancati. Né sul lato hardware - si pensi alla pur difficoltosa gestazione del Simputer - né su quello software, grazie alle comunità open source e anche alla controversa discesa in campo di Microsoft col suo Xp in edizione “Starter”.
Hardware, software e telecomunicazioni senza fili avanzate stanno invece alla base del progetto condotto presso la Carnegie Mellon University dal veterano e pioniere Raj Reddy, ispirato - oltre che da un’innegabile spinta filantropica - da considerazioni ben più terrene.
Le nazioni più povere possono rappresentare un mercato profittevole per l’industria dei computer, recita il personale mantra di Reddy, convinto peraltro che a trascinare l’alta tecnologia nelle case di chi tira a campare con “meno di 2.000 dollari l’anno” saranno le attrattive dell’entertainment sopra ogni altra cosa.
Il suo asso nella manica si chiama Pc Tvt, un congegno in grado di riprodurre Dvd e programmi televisivi, di gestire senza ricorrere ai fili l’accesso al Web e le telefonate, infine - e naturalmente - di assolvere a tutti i tradizionali compiti di calcolo, creazione e organizzazione dei documenti tipici di un Pc.Il costo complessivo di 250 dollari dovrebbe rendere l’apparecchio appetibile a una fetta abbastanza consistente degli abitanti nei paesi in via di sviluppo caratterizzati altresì da un marcata povertà di infrastrutture. Non mancano però problemi e polemiche. Le seconde sono ben visibili nei blog a tema, dove qualcuno ha fatto notare (piuttosto sensatamente) che il problema di molte zone sottosviluppate non è tanto quello di avere dei computer, bensì l’elettricità per farli funzionare.
I primi non sfuggono invece a Reddy e ai suoi: poiché il modello intende rivolgersi anche a una moltitudine di analfabeti dovrà (oltre a essere amministrato mediante un semplice telecomando) fare leva su una mole di contenuti multimediali vasta al punto di richiedere “una maggiore ampiezza di banda su reti wireless di quanta normalmente richiesta dai dispositivi più all’avanguardia”.
Lo scienziato conta di consegnare entro il prossimo novembre i primi 100 prototipi del prodotto in India. Fra i suoi finanziatori si contano non a caso l’Istituto indiano di Scienze e quello di Tecnologia dell’informazione, mentre presso l’università di Berkeley in California è allo studio un network senza cavi ad alta velocità appositamente pensato per le comunità rurali.
Fra i supporter del progetto si contano però altri nomi illustri. Il produttore coreano Trigem per quanto concerne il ferro e nientemeno che Microsoft sul fronte degli applicativi, grazie a una versione ridotta e a tutt’oggi in lavorazione del suo Windows.





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