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La tecnologia olografica trasforma i cellulari in videoproiettori

Scritto da Piero Aprile

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Un’analoga sorte potrebbe toccare allo stesso tempo anche ai dispositivi handheld, grazie alle sperimentazioni condotte a quattro mani dall’università di Cambridge e da Light Blue Optics. Che, in materia, ha già le idee chiare
Potrebbe essere l’ennesima rivoluzione nel campo dei dispositivi mobili.
La promettono i ricercatori di Light Blue Optics, una società inglese specializzata in materia di video digitale, e quelli dell’Università di Cambridge, che hanno messo a punto una nuova tecnologia olografica tale da permettere a telefoni cellulari e computer palmari di operare come videoproiettori.
Tecnicamente si tratta di sfruttare la capacità degli ologrammi di indirizzare la luce con assoluta precisione, garantendo immagini la cui qualità aumenta all’aumentare delle dimensioni del proiettore.

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La tecnologia olografica che permette di visualizzare immagini a due o tre dimensioni non è una novità assoluta, ma solo oggi, in coincidenza con l’apertura ai dispositivi portatili e all’elettronica di consumo, potrebbe puntare con maggiore decisione ai mercati di massa. Un passo in avanti rispetto a quanto oggi disponibile, cioè videoproiettori con supporto Wi-fi integrato per abilitare la connessione verso Pc portatili e Pda di nuova generazione.

computer che camminano L’ologramma che verrà
Cosa ci deve aspettare per l’immediato futuro l’hanno chiaramente anticipato i responsabili di Light Blue Optic. I suoi sforzi attuali si concentrano sullo sviluppo di proiettori a due dimensioni, dei quali di cui esiste già un primo prototipo in grado di convertire in tempo reale un filmato video in un video-ologramma bidimensionale ad alta qualità.
La tecnologia olografica, hanno tuttavia specificato le fonti societarie, potrebbe portare entro breve alla realizzazione di apparati 3D.
La fortuna dell’azienda inglese è del resto quella di aver sviluppato per il cosiddetto mass market un singolo processore olografico Fpga (Field programmable gate array) sul quale poggia un mini display a tecnologia Lcos (Liquid crystal on silicon) dove viene proiettato l’ologramma. Un progetto destinato a ispirare sin dai prossimi mesi la fabbricazioni di esemplari in serie su larga scala.
Entro due o tre anni, dicono gli esperti, la tecnologia olografica sbarcherà nei negozi a cavallo di micro-proiettori 2D per i mercati consumer e a aziendale. In attesa di vedere all’opera chip olografici all’interno di Pda e smartphone.

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