Chiude Ars Electronica Festival: i progetti premiati con la Nike d’Oro
Gli aspetti collaborativi della Rete, il Web come strumento di educazione transnazionale e la pervasività degli spazi di discussione on line sono le preferenze della giuria austriacaCon The Big Showdown, un grande gala in cui Vj e Dj si sfidano a duello di videogames, cala il sipario anche su questa 25ma edizione di Ars Electronica Festival.
Noblesse oblige vuole che l’attenzione finale sia dedicata alle opere e progetti che da Linz porteranno a casa la Nike d’Oro, autentico Oscar del digital world. Di Wikipedia, per la nuova categoria Digital Communities, e di Creative Commons per quella dedicata a Net Vision, si è gia detto nell’articolo introduttivo. Rimane da segnalare, sempre per la sezione Digital Communities, anche il progetto-ponte tra Olanda e Uganda The World Starts With Me, una piattaforma Web sviluppata in collaborazione con Uganda Schoolnet con il doppio e contemporaneo obiettivo di diffondere conoscenza circa la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e acquisire competenze legate all’uso della Rete.
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Per la categoria Interactive Art è stata premiata Listening Post l’enorme installazione di Mark Hansen e Ben Rubin (USA): 321 text displayer e sistemi audio montati su un reticolato verticale in una stanza totalmente buia. I text displayer - sistemi audio analizzano e riproducono le migliaia (milioni?) di discussioni che avvengono in contemporanea in Rete, tra chat room, newsgroups, etc. Una torre di Babele telematica che accende la luce sulla massa informe di comunicazioni che avvengono all’interno del Web e che, pur essendo pubbliche, non hanno mai travalicato il confine fisico del monitor. Con Listening Post finalmente questo enorme flusso di discorsi raggiunge anche la dimensione multisensoriale.
Per la Computer Animation/Visual Effects è stato premiato “Ryan”, l’omaggio (visto anche a Cannes 2004) del canandese Chris Landreth alla vera storia di Ryan Larkin, pioniere della graphic animation oggi caduto in disgrazia. La dimostrazione di come sia possibile produrre documentari ibridi utilizzando le tecniche della computer animation e le voci di persone reali che hanno conosciuto Ryan.
Nella sezione Digital Music infine è stato premiato “Banlieu De Vide” di Thomas Köner, un lavoro di suoni e immagini che parte dalla constatazione della pervasività assoluta delle postazioni di videosorveglianza. Nel corso dell’inverno 2003 - 2004 Thomas Köner ha raccolto circa 3000 di queste immagini: 3000 immagini di vuoto silenzioso, strade notturne e deserte ricoperte dalla neve, messe liberamente a disposizione in Rete. A queste immagini Thomas Köner ha quindi sovrapposto, come ulteriore pezzo di memoria, una colonna sonora di rumori e suoni del traffico che invade quegli stessi spazi in diversi momenti della giornata.





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