Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft

Commercio elettronico: il b2c alla prova di maturità

Scritto da Gianni Rusconi

[img]
A Smau tanti conti e un certo ottimismo a proposito di transazioni on line. Le grandi prestazioni dell’infocommerce - » Le Pmi a Smau
Se ne parla da tanto, se ne parlerà sempre di più. Comprare (e vendere) su Internet non è più una moda, un vezzo per pochi; non sarà mai probabilmente neppure un’esigenza a cui non è possibile sottrarsi, ma certo è che i volumi di denaro che transitano sulla Rete dalle carte dei consumatori alle casse dei merchant on line sono sempre più consistenti. E con molteplici sfaccettature. Si pensi per esempio, i dati sono di una recente ricerca di Price Waterhouse Coopers, al fatto che il mercato dell’advertising su Internet sta registrando attualmente una crescita mai vista prima a tutto beneficio di quei “portal”, vedi Aol, Msn e Yahoo!, in grado di ospitare community di milioni e milioni di utenti e di offrire agli investitori tutti i benefici insiti nel nuovo media, a cominciare proprio dall’elevatissima personalizzazione dell’informazione pubblicitaria.
In diretta da Milano Uno o cinque?
Il Business to Consumer (cioè gli acquisti in Rete dei consumatori finali), è dato decisamente in crescita grazie a nuovi modelli di vendita e servizi aggiunti, sebbene sia assai arduo capirne, per lo meno in Italia, le reali dimensioni le reali dimensioni. Un miliardo di euro, parliamo di valore dello shopping on line nel 2003, o cinque? Quel che è certo è una ripresa del fenomeno a ritmi consistenti, anche fino al 50% in alcuni casi, a cavallo di settori che ormai non possono più prescindere dal canale Web, per esempio i viaggi.
Tornando ai numeri, utile ricordare come le ultime stime Eito - Idc attribuivano al b2c in Europa occidentale un valore a fine 2003 di 63,1 miliardi di euro (circa il 13% del business totale dell’e-commerce continentale) mentre i dati relativi all’Italia parlavano di 5,9 miliardi (su 46,2 complessivi) alla fine dello scorso dicembre e potenziali oltre 35 miliardi a fine 2007. Per contro i dati Anee elaborati dell’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano limitavano il mercato B2c nel 2003 a “soli” 1,2 miliardi di euro, contro i 711 milioni dell’anno precedente e i circa 2 miliardi previsti per la fine di quest’anno.

L’infocommerce è miliardario
Delle varie “facce” che può assumere lo shopping on line una si chiama infocommrce, ossia l’utilizzo del Web come strumento per trovare informazioni su prodotti da acquistare poi on o off line. Anee/Assiform ne ha misurato la portata in Italia e quantificato per esempio in 10,5 milioni il numero di italiani che selezionano sul Web i beni e i servizi da compare e in 5,7 miliardi di euro il volume d’affari generato nel 2003 da queste attività. Una cifra notevole, destinata ulteriormente a crescere a fine 2004 (si prevede raggiunga i 10,9 miliardi di euro) a ritmi superiori al 90% e a far lievitare anche il numero di coloro, oggi è circa il 20% del totale, che una volta cercate le informazioni utili on line effettuino l’acquisto su Internet. La sensazione degli esperti è che oltre i tre quarti degli acquisti on line sarà influenzato da attività di info-commerce, e tanto per cambiare saranno i motori di ricerca a fare la parte del leone in fatto di siti a cui rivolgersi per avere le indicazioni sul prodotto da comprare.

Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login