Smau, edizione in chiaroscuro. E per il 2005 molte novità
Ti sei perso Smau?Mentre la New Economy - ormai da alcuni anni - continua a interrogarsi senza troppi risultati sui propri mali, la vita (e la fiera) deve continuare. Quella appena terminata è stata un’edizione fatta di alti e bassi, e non avrebbe potuto essere altrimenti, dal momento che le grandi convention - e Smau non fa eccezione - non sono torri d’avorio ma subiscono ovviamente le influenze del mondo del business da cui promanano.
Detto questo, non si può tacere ciò che tutti pensano: quest’anno sono mancati a Smau molti grandi nomi, a partire dalle ricchissime telco (Nokia, Motorola, Sony Ericsson, Vodafone, Tim, ecc..) che hanno preferito investire tempo e denaro in altre forme di marketing anziché allestire i faraonici stand delle passate edizioni. Uno sgambetto pesante per una manifestazione che è tra le prime tre al mondo per importanza e popolarità (preceduta solo da Cebit di Hannover e Ces di Las Vegas) e che ambisce a crescere ulteriormente.
E invece quest’anno il padiglione 15 si è rivelato una mezza delusione per lo smaliziato visitatore di Smau, abituato a ben altro genere di anteprime e novità. Non è un caso che la sorpresa più grossa provenga dal settore e-government: un maxi sondaggio fatto tra i visitatori di Smau ha sancito che la tecnologia più innovativa e ambita è la carta d’identità elettronica, uno strumento che dovrebbe rivoluzionare il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione.
Hi-tech mania La “tenuta” di Smau - Nonostante tutto non è stato uno Smau a “impatto zero”, anzi: il botteghino della fiera non sembra averne risentito. Perché Smau è una festa e - come ha giustamente dichiarato il suo presidente Alfredo Cazzola nel discorso di chiusura - “Non è vero che gli amanti del digitale snobbano la loro festa”. E i numeri gli danno ragione, forse più di quanto egli stesso si aspettasse: 360 mila visitatori in 5 giorni (dato sostanzialmente identico a quello dell’edizione 2003, tenuto conto che venerdì c’è stato lo sciopero dei mezzi pubblici e giovedì era dedicato al business), quasi 53 mila operatori economici, più di 2700 giornalisti accreditati, 80 servizi tv sulle reti nazionali, 140 seminari workshop e quasi 15 mila visitatori provenienti da scolaresche, sono cifre che ben poche fiere in Europa possono vantare. Le cose sono andate benissimo nell’area consumer, con 2 milioni di euro di fatturato per Smaushop e SmauBookShop e oltre un milione per E-commerceland, che ha ospitato 250 mila visitatori.
Un vero trionfo poi si è rivelato SmauILP, un’evento nell’evento (è diventata la seconda kermesse europea del gioco multiplayer) che ha strabiliato con un dispiegamento impressionante di mezzi: 1800 postazioni per tornei su Pc, 100 Ps2 collegate in Rete, decine di maxi schermi, centinaia di giocatori provenienti dall’estero, più di 44mila ore di gioco. Grossa curiosità è stata suscitata dai primi modelli domestici di Windows Media Center, sistemi hardware che contengono l’estensione del sistema operativo Xp Professional (Xp Media Center Edition 2005) studiato per l’intrattenimento digitale. Hi-tech mania
Smau Business nel segno delle (riluttanti) Pmi - Se l’area consumer ha “tenuto”, l’area business merita qualche riflessione. Il concetto che “la ripresa deve passare dall’innovazione” sembra mettere d’accordo tutti (ed è stato ripetuto a gran voce dallo stesso ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca) e infatti grande risalto è stato dato alle Pmi, con i grossi fornitori di servizi - leggi Sap, Microsoft, Ibm, ecc - presenti e visibili più che mai. Tuttavia uno dei principali ostacoli al cambiamento emerso dalle tavole rotonde è che i piccoli e medi imprenditori, specie quelli meno giovani, fanno fatica a fare sistema e sono fermi al passato. I motivi sono vari: non percepiscono i vantaggi degli investimenti in tecnologia, non posseggono le competenze per trarne i benefici, sono sfiduciati da precedenti esperienze che non hanno dato i frutti sperati o sono semplicemente frenati dagli elevati costi di realizzazione. Quale che sia il motivo, questa condizione genera un collo di bottiglia nel flusso della ripresa che dovrebbe rendere ancora più necessaria una spinta da parte delle istituzioni.
Smau 2005 - Smau è appena terminato che già si parla del prossimo. L’appuntamento è dal 20 al 24 ottobre 2005 alla Fiera Milano. Già, ma quale Fiera Milano? Lo stesso presidente Cazzola ha anticipato che è impossibile sapere se Smau 2005 si svolgerà nella sede attuale o nel nuovo polo fieristico di Pero (nell’hinterland milanese). Il dubbio è legato alle garanzie operative di accessibilità, in altre parole la fiera traslocherà solo se ci arriveranno i mezzi di trasporto, altrimenti tutto slitterà al 2006. Le linee guida, già delineate quest’anno, prenderanno corpo in 3 grandi aree operative: un’area business, autonoma e indipendente, con accesso limitato ai soli operatori, un’area consumer e una area dedicata all’e-government, ormai diventata una tematica imprescindibile di ogni fiera Ict che si rispetti.
Ovunque sarà, di sicuro Smau 2005 nasce già sotto auspici migliori di quest’ultima edizione: secondo l’annuale rapporto EITO (European Information Technology Observatory, l’osservatorio messo in piedi da Cebit, Smau, Bitkom e Simo Tci) la crescita totale del settore It - dove per Information Technology si intende l’insieme di hardware, software e servizi - l’anno prossimo raggiungerà il 3,3 % a fronte dello striminzito 0,6% di quest’anno. Incrociamo le dita.





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