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Ottica professionale serie “L”, il vanto della PowerShot Pro 1

Scritto da Paolo Marelli

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La prosumer Canon sfrutta un sensore da 8 Mpixel, davanti al quale è montata un’ottica Ultrasonic con lenti a bassa dispersione alla fluorite (USM-L).» Fotocamere digitali
Negli ultimi mesi il segmento prosumer (che sta a metà strada tra il mondo professionale e quello consumer) è stato particolarmente animato, grazie a un continuo fiorire di nuovi modelli. Il volano trainante deve essere cercato da un lato nell’adeguamento del rapporto prezzo/prestazioni e dall’altro lato nell’introduzione del nuovo sensore Ccd da 8 megapixel a 2/3”. In quest’ambito Canon ha colmato il vuoto della sua gamma presentando la PowerShot Pro1, un modello a 8 megapixel perfettamente in linea con la categoria.

Cerca tra i prodotti provati La fotocamera si presenta compatta e con misure sorprendentemente contenute (118 x 72 x 90 mm) che la accostano alla sorella minore G5, ma a differenza di quest’ultima sono presenti evidenti protuberanze per l’impugnatura e l’ottica. Come tutte le prosumer anche la Pro 1 è dotata sia di Evf (Electronic ViewFinder mirino elettronico) sia del classico Lcd sul retro, apribile a libro e orientabile a 360°. Il mirino Evf è simile a quelli utilizzati da altre fotocamere del segmento prosumer: certo non ha la luminosità e la nitidezza di un pentaprisma ottico, ma si difende egregiamente con i suoi 235.000 pixel. Buono anche l’Lcd sul retro, che dispone dello stesso numero di pixel dell’Evf e ha una diagonale di ben 2”. Inoltre, grazie all’ottimo strato antiriflesso con cui è rivestito e alla possibilità di posizionarlo a piacimento, questo Lcd è tra i migliori provati.

Per quanto riguarda l’ottica la sua escursione focale varia da 28 a 200 mm (equivalente 35 mm) e si avvale di un movimento motorizzato comandato non tramite i soliti pulsanti, bensì tramite la ghiera sull’obbiettivo (simulando il funzionamento di uno zoom di tipo meccanico). L’ottica racchiude 14 elementi suddivisi in 10 gruppi e fra queste lenti possiamo contare un elemento Ud (Ultra-low Dispersion) a bassa dispersione, un elemento alla fluorite e due asferici. Il movimento è assicurato da un motore ultrasonico Usm (Ultrasonic Motor), vanto della casa giapponese, e la Pro1 è la prima digitale compatta Canon a fregiarsi di un’ottica della prestigiosa serie “L”.

Gli scatti effettuati ci hanno permesso di verificarne l’assoluta qualità, ciononostante abbiamo riscontrato problemi di caduta di luce ai bordi con diaframma alla massima apertura. Accendendo la macchina, si ha la fuoriuscita dell’obiettivo che si posiziona a 28mm: i tempi d’avvio non sono particolarmente rapidi poiché lo zoom a comando elettrico è penalizzante sotto quest’aspetto. Passando all’analisi del sistema autofocus con disappunto annotiamo che si è rivelato meno efficiente in posizione tele: anche in condizioni di luce non proibitive spesso non è stato in grado di effettuare la messa a fuoco, mentre in posizione grandangolo ha focheggiato velocemente. Sorprende poi che Canon abbia progettato questo modello sprovvisto della fatidica luce d’assistenza per l’autofocus. La messa a fuoco manuale, pressoché indispensabile con poca luce, si avvale di un sistema singolare nel suo genere: premendo un pulsante posto sul dorso, immediatamente dietro l’interruttore d’accensione, si disabilita l’autofocus e si sostituisce la funzione della ghiera sull’obbiettivo, che passa dal controllo dello zoom a quello della messa a fuoco. Come già visto su altri modelli anche qui la parte centrale della ripresa è ingrandita per facilitare l’operazione e tale automatismo è peraltro disinseribile via setup.

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