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Il mondo al cellulare: il telefono abbandona la linea di rame

Scritto da Tommaso Pericle

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Nel 2007 il traffico mobile supererà quello fisso: ma già oggi è fondamentale per i paesi in via di sviluppo Telefonini in linea
Un po’ in tutto il mondo, a velocità e con motivazioni diverse, una immane quantità di minuti di conversazione telefonica dicono addio al rame e volano nell’etere. Tanto che per il 2007 è previsto il fatidico momento del passaggio di testimone tra fisso e mobile: per quella data, secondo le previsioni degli analisti, metà del traffico telefonico viaggerà su rame e metà via etere.
Tutti i modelli È un processo irreversibile, pronosticato in tempi non sospetti da Nicholas Negroponte. Secondo il guru americano, quello che oggi transita via cavo domani volerà nell’etere e viceversa. Telefonate comprese. Oggi nei cinque continenti, tra il 7 e il 10 per cento di chi usa il telefono ha solo il cellulare e non la linea fissa. Anche nei paesi in via di sviluppo. Anzi, soprattutto in questi paesi. Secondo il ricercatore di Nokia, Ilkka Lakaniemi, in India e Cina il telefonino è considerato una necessità primaria, percepito come più importante anche dell’accesso all’assistenza medica. E non è raro il caso dove un solo cellulare viene condiviso tra più famiglie, in attesa che - come previsto dallo stesso ricercatore finlandese - per venire incontro ai bilanci delle famiglie dei paesi in via di sviluppo vengano prodotti telefonini semplificati, magari privi di monitor.

In molti paesi emergenti le telecom nazionali non hanno risorse da destinare allo sviluppo del cavo, che non raggiungerà mai una diramazione capace di collegare la maggior parte della popolazione. Obiettivo più facilmente raggiungibile dalla copertura cellulare. Non sorprende dunque che l’Itu (International Telecommunication Union, l’organismo dell’Onu per le telecomunicazioni), faccia sapere che è l’Africa il continente dove la sostituzione tra fisso e mobile è più avanzata: in Marocco i clienti degli operatori mobili sono sei volte più numerosi degli abbonati alle linee fisse.

In Congo, Camerun, Mauritania e Uganda il rapporto è dieci a uno. Se il terzo mondo vola, la sostituzione procede anche in Europa, anche se un po’ più lentamente. Secondo l’Itu, già oggi in Italia il 30% dei minuti di conversazione è via cellulare. In Europa l’Italia è vicina alla media, il che significa che da noi il telefonino si usa il doppio che negli Stati Uniti (dove oggi solo il 20 per cento dei minuti di conversazione viaggia via etere) ma molto meno che in Paesi come il Portogallo, dove la sostituzione è già cosa fatta: nel paese iberico il 52 per cento dei minuti passa per la telefonia mobile.



Molto più indietro la Germania, fanalino di coda dell’Europa, dove l‘87 per cento del tempo di conversazione è ancora affidato al doppino telefonico. Un anomalia che si spiega anche con l’alto costo delle telefonate mobili e la scarsa competizione tra i carrier. La Germania è anche l’unico Paese europeo dove invece che calare, crescono le nuove linee telefoniche fisse. Del resto non è detto che le linee di questo tipo vengano usate per telefonare. Secondo una ricerca di Nokia, tra il 6 e il 7 per cento delle linee fisse, in Inghilterra e Stati Uniti, vengono usate solo per i dati (perlopiù Adsl) mentre le telefonate vengono fatte con il cellulare.

In Europa, lo stimolo maggiore all’uso del cellulare rispetto al telefono fisso viene dal cambiamento degli stili di vita. L’istituto finlandese Northstream mette in relazione l’incremento delle chiamate mobili con l’aumento delle famiglie mononucleari del paese scandinavo, passate, dal 1997 a oggi, dal 45 al 48 per cento.

Il che si tradurrebbe in un aumento della richiesta di sistemi di comunicazione personalizzati a supporto di uno stile di vita che privilegia la possibilità di tenersi in contatto con amici e familiari: vivere da soli ma non isolati, insomma.
Contemporaneamente, un po’ in tutta Europa si assottiglia il confine tra lavoro e tempo libero, grazie a orari di lavoro sempre più flessibili e mansioni da non espletare necessariamente in ufficio. In questo scenario, il telefono mobile diventa uno strumento con cui esprimere un nuovo individualismo.

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