Videoregistratori: il lungo addio
Il crollo dei prezzi della tecnologia digitale e i nuovi standard danno il benservito ai Vcr» Digitale: tutte le notizieLa fine del videoregistratore era nell’aria da tempo, ma quel che ancora mancava era il gesto, l’evento consacratore del definitivo non ritorno.
Via dagli scaffali e via dal listino, comunicano in una nota i vertici della catena britannica Dixons, specializzata nei beni dell’elettronica di consumo.
Ormai, spiegano, l’aumento della domanda e la discesa dei prezzi per effetto della concorrenza hanno reso i lettori Dvd davvero appetibili sul mercato. Tanto che le vendite delle tecnologie video digitali e quelle analogiche a nastro magnetico sono ormai legate da un rapporto di 40:1, sia per i dispositivi che per i supporti.
A ciò si deve aggiungere che anche l’ultimo baluardo a difesa del Vcr, cioè la sua possibilità di registrare e riprodurre i programmi televisivi, sta ormai per essere abbattuto dalla diffusione dei masterizzatori da salotto, anch’essi sempre più economici.
“Stiamo dicendo addio a uno dei più importanti prodotti della storia tecnologica”, si legge nel testo di commiato firmato Dixons, nel quale trovano posto anche varie altre dichiarazioni malinconiche. “Il videoregistratore - continua John Mewett, direttore marketing del gruppo - è stato con noi per un’intera generazione, e molti di noi sono cresciuti tra le gioie e le frustrazioni delle registrazioni video su nastro. Adesso, tuttavia, stiamo entrando nell’era digitale e le nuove tecnologie Dvd disponibili rappresentano un cambiamento importante nella qualità delle immagini e nella convenienza”.
L’amarcord di Dixons si conclude con il flashback su quel giorno di ventisei anni fa in cui fu venduto quel primo, mastodontico apparecchio di circa sei chilogrammi che costava quanto un’utilitaria con qualche anno di vita.
Con questo addio, il campo resta più che mai sgombero per l’avanzata-Dvd. Che già si trova alle prese con la guerra tra gli standard che dovranno sostenere la nuova generazione.
Tante sono state le fasi del conflitto di cui abbiamo preso nota negli ultimi mesi. L’ultima novità risale a pochi giorni fa e ha come protagonista Pioneer e la sua tecnologia a raggi ultravioletti che promette di produrre dischi in grado di contenere 500 gigabyte di informazioni.
Prima di allora, la contesa per subentrare alle tecnologie a laser rossi degli attuali Dvd era limitata alla presenza del gruppo di aziende che oggi è al lavoro sul Blu-ray disc e sull’altro standard Hd Dvd, senza contare l’outsider cinese Evd (Enhanced versatile disc).





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