Obesità hi-tech, l’ultima piaga del digitale
Se fossero su carta, i nostri documenti elettronici occuperebbero ben dieci camion. Per oraImmaginiamo che, attraverso una delicatissima operazione di fantaingegneria, si possa riversare su carta la quantità di bit che costituisce l’insieme dei contenuti che ci portiamo appresso ogni giorno immagazzinati nei dispositivi portatili: cellulare, palmare, computer portatile o lettore Mp3.
Il risultato sarebbe clamoroso: per contenere tutta la carta derivata dalla metamorfosi di musica, immagini, testi e messaggi di varia natura non basterebbe un camion. Nemmeno due sarebbero sufficienti. Cinque? Ancora troppo pochi. Ce ne vorrebbero in media ben 10, una vera enormità.
La tecnologia che si muove A testimoniare questa nuova forma di obesità hi-tech, concorrono lo studio effettuato dal colosso giapponese Toshiba e una separata analisi sulle misurazioni del “peso digitale” condotta dall’autorevole Caltech, il California Institute of Technology. A scegliere il camion come unità di misura è stata quest’ultima, stabilendo che all’interno di ognuno di essi mediamente potrebbe trovare spazio l’equivalente su carta di un gigabyte di dati.
Accanto alla quantificazione del presente, sulla base dei ritmi di crescita dei contenuti i ricercatori hanno stimato anche che, alla fine del prossimo anno, il numero dei camion necessari a contenere la massa di bit trasformata in carta oltrepasserà quota venti.





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