Diffusori da arredamento: la forma diventa arte
Fra le mura di casa, il connubio fra le esigenze dell’estetica e le leggi del suono » ITrend, cacciatori di tendenzeQuando si parla di impianti stereo o multicanale e in particolare di diffusori, è inevitabile immaginare oggetti ingombranti, invasivi e a volte piuttosto brutti.
Chiunque abbia a cuore l’arredamento del proprio salotto sa (ma come vedremo, a torto) che se vuole ascoltare musica con un minimo di fedeltà audio, dovrà necessariamente scendere a compromessi con i propri gusti.
Eppure, le cose negli ultimi anni sono cambiate. Marchi prestigiosi dell’Hi-Fi lavorano ormai parallelamente sia sul design sia sulla resa acustica delle casse, tanto che progetti fantasmagorici come le famose (e costosissime) B&W Nautilus, o eleganti come le raffinate (e ben più economiche) Celestion Avf 302, rappresentano ormai una perfetta sintesi tra necessità progettuali ed estetica accattivante.
Tecnofollie L’avvento dell’home theater
Parte del merito di questa inversione di tendenza rispetto al passato può essere attribuita alla rapida crescita di popolarità dell’home cinema e alla conseguente necessità di convincere la gente comune a fare entrare nelle proprie abitazioni non due soltanto, bensì cinque, sei o addirittura sette diffusori tutti in una volta (con quello che ne consegue in termini di impatto estetico).
Accattivanti e piacevoli, le linee di diffusori presenti nel catalogo dei vendor offrono quasi sempre macrosistemi espandibili e configurabili a piacere, con diffusori centrali, surround e subwoofer acquistabili separatamente.
Ne consegue che anche gli amanti della stereofonia possono a loro volta beneficiare dello stesso gradevole design riservato ai cinefili, scegliendo la propria coppia di casse tra i diffusori frontali o surround disponibili (di solito sia da pavimento sia da stand).
Design innovativo: non è così semplice
Verrebbe tuttavia da chiedersi perché i diffusori siano spesso dei semplici parallelepipedi di legno e come mai i designer non si sbizzarriscano nello studio di forme e materiali, così come accade in altri campi dell’arredamento.
La risposta sarebbe piuttosto semplice: per quanto riguarda i diffusori acustici, l’elaborazione di morfologie inedite deve necessariamente tener conto di una molteplicità di fattori essenziali, dai quali non è possibile affrancarsi.
Le esigenze di un diffusore variano infatti in base alla tipologia acustica, alla scelta dei materiali e alle caratteristiche degli altoparlanti. Tutti i fattori in gioco devono amalgamarsi e fondersi in un progetto unico che ha uno scopo ben preciso: riprodurre i suoni con la maggiore fedeltà possibile.
Se per il corretto funzionamento di un woofer è necessario un determinato carico acustico, il diffusore dovrà necessariamente avere un volume interno adeguato. Se poi questo volume debba avere forma cubica, sferica, ogivale oppure complessa in maniera indefinibile, sarà il progettista a deciderlo, ma sempre tenendo in dovuto conto la resa sonora finale.
I costi: ricerca e lavorazione
Un altro elemento limita ulteriormente la fantasia dei progettisti: i costi. Progettare un diffusore innovativo richiede tempo e ingenti investimenti (studio dei materiali, sessioni di ascolto, ingegnerizzazione.) e costruirlo materialmente comporta un livello di lavorazione superiore. Questo in particolare per quanto riguarda i diffusori da pavimento, di qualità elevata e con una risposta in frequenza estesa, in grado cioè di emettere tutta (o quasi) la gamma di suoni udibili da nostro orecchio senza l’ausilio di un subwoofer.
Tutt’altra storia se prendiamo in esame i piccoli satelliti o i sistemi multi-elementi. È ovvio che se di tutte le frequenze basse si occupa un unico subwoofer (magari grosso e ingombrante ma nascosto dietro una tenda), ecco che gli altri diffusori potranno godere di un design più fantasioso, meno complesso e libero da esigenze progettuali troppo vincolanti.
www.fando.it





Ancora nessun commento.