Le fotocamere digitali respingono la minaccia dei cameraphone
Fotocamere newsPhotogalleryLe macchine fotografiche digitali sono state le star del Natale appena passato, nonostante la fastidiosa concorrenza dei telefonini con la telecamera. I dati definitivi non ci sono ancora, ma le stime degli esperti dicono che nell’anno che si è appena concluso il giro d’affari mondiale che ruota intorno alle digicam e ai loro accessori valga circa 18 miliardi di euro.
Le sempre maggiori capacità fotografiche dei telefonini spingono le fotocamere digitali a evolversi rapidamente, per lasciarsi alle spalle ogni rischio di essere fagocitate dal cellulare. Scendono i prezzi, salgono le prestazioni e aumenta la specializzazione, che muta il volto della stessa fotografia digitale.
Le fotocamere puntano a cose che i cellulari non potranno mai avere: in primo luogo, obiettivi grandi e luminosi. Oggi è veramente difficile trovare ottiche di scarsa apertura e qualità, salvo le fasce ultraeconomiche. All’opposto, cominciano a diventare abbordabili le “reflex digitali“, con ottica intercambiabile, attorno alla fascia di prezzo dei 1.000 euro. Parallelamente al miglioramento delle ottiche sale anche la risoluzione: fino a un paio di anni fa le macchine digitali di fascia bassa si accontentavano di un megapixel, oggi si parte almeno da due.
Gli ultimi modelli Questa è solo la punta dell’iceberg. L’evoluzione delle fotocamere è più sottile, non si basa solo sulla forza bruta ma anche sull’intelligenza progettuale e su un’attenta osservazione dei comportamenti degli utenti.
Una delle cose che piacciono di più a chi scatta senza pellicola è la possibilità di buttare i fotogrammi meno interessanti e tenere quelli buoni. Questa tendenza è stata sfruttata da Kodak per sviluppare una funzione che permette di non mancare più il momento clou di una scena: basta tenere premuto il pulsante di scatto e la macchina fotografa a raffica.
Quando lo si molla, vengono registrati solo gli ultimi quattro fotogrammi. Così, se stiamo cercando di immortalare il momento esatto in cui qualcuno sta ricevendo una torta in faccia, siamo ragionevolmente certi di catturare l’esatto istante in cui il naso del malcapitato incontra la panna.
La fotografia non si esaurisce però al momento dello scatto. Ancora Kodak, che evidentemente prende molto sul serio il ruolo che si è scelta di esploratore delle nuove tendenze della fotografia elettronica, stupisce dotando la famiglia Easyshare di una rete Wi-Fi, che permette di passare le immagini al computer o alla stampante senza bisogno di fili.
Una gran comodità in casa, ma ancora di più se ci si aggancia a un hot spot pubblico. In questo modo le immagini passano automaticamente via Internet al portfolio Web Ofoto, destinato ai clienti Kodak. Così, anche se per errore si cancellasse tutto il contenuto della memoria, le ultime foto scattate rimangono al sicuro.
Altri produttori rispondono alla sfida dei cameraphone puntando sulla flessibilità: Minolta e Pentax si avventurano sul sentiero poco battuto delle fotocamere subacquee, o almeno a prova di schizzi d’acqua, rispettivamente coi modelli Dg 5W e Optio Wp, entrambi impermeabili fino a un metro e mezzo di profondità e a prova di polvere; Seagate, pur non facendo macchine fotografiche, dà una mano al settore creando un micro hard disk da ben 5 gigabyte: una manna per la corsa all’aumento dei megapixel, affamati di memoria.
L’offensiva dà i suoi frutti: il “pericolo cellulare” sembra scongiurato, le fotocamere digitali sono e restano il principale strumento per acquisire foto; entro il 2008 il 71% delle immagini stampate nel mondo proverranno da questo genere di apparecchi, con buona pace dei camera phone e soprattutto degli aficionado della pellicola, in calo irreversibile. Il sorpasso delle stampe da bit ai danni di quelle da pellicola è fissato al 2006.
E in un futuro più lontano, ci attendono altre sorprese: grazie alle nanotecnologie, gli scienziati dell’Università di Toronto hanno messo a punto una specie di vernice intelligente, sensibile agli infrarossi, che un domani potrebbe essere usata per costruire macchine fotografiche digitali in grado di fotografare anche nel buio più completo.





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