I piccoli robot di ELF - Electronic Lifeforms - cinguettavano e compivano piccoli movimenti all'interno di questi contenitori di vetro, come piccoli esemplari di ibridi metà organici (nel concetto) e metà digitali (nella realizzazione). Completamente autonomi grazie all'energia solare rappresentano per noi in qualche modo 'esseri viventi'. Il fantomatico G-Player, ossia global player, era un apparecchio nominalmente in grado di far ascoltare le frequenze rilevate dai satelliti in orbita. 'Sintonizzandolo' su un determinato satellite il suo attento 'dimostratore' mostrava come latitudine e longitudine coincidessero con quanto ascoltato in quel momento. Blogbot era la trasformazione di un blog personale sulla guerra dell'Iraq in un pezzo di letteratura automatica, generato a partire dal suo materiale, con l'aggiunta di più livelli: uno 'fumettistico/testuale' e uno grafico di animazioni tratte da videogame di guerra. Il risultato è un elaborata memoria degli avvenimenti descritti. Il videogioco (T)error ha amaramente divertito molti visitatori, in quanto la loro presenza rilevata da una telecamera e convertita in silouhette interagiva con i restanti elementi del gioco (carri armati, aerei, civili). La guerra in questo videogioco è descritta dalla prospettiva di chi la avversa, con tutte le sue assurdità. 'Slikari Putuju' descrive il viaggio da Belgrado a Onrid (in Macedonia) di una truppa di artisti che ogni giorno hanno esposto il loro messaggio dipinto in un posto pubblico, dipingendolo su quello precendete. Il sito rappresenta una documentazione indispensabile per quello che altrimenti non di potrebbe ricordare. FSIS è la performance di un collettivo di attori che selezionando a caso delle emozioni le suggerivano ad un attore e ad una persona del pubblico presenti in un'altra stanza che dovevano interpretarle. Il risultato divertente era raggiunto solo con un televisore e una telecamera e due ambienti separati. Minimal Games era un workshop aperto a tutti in cui si imparava a costruirsi semplicissimi videogame. Particolarmente popolare fra i bambini, offriva materiale disponibile per assemblare e programmare l'interazione, evidenziando come pochi pulsanti e lucine possano far scattare il nostro immaginario in men che non si dica.
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