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Hi-tech e rifiuti: il punto della situazione

Scritto da Antonio Munari

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L’Europa all’avanguardia per le iniziative di smaltimento, riciclaggio, riduzione dei danni
Il piombo e l’arsenico nei tubi catodici. Selenio tra le schede e cadmio nei semiconduttori. E poi cromo, cobalto, mercurio. La lista è sommaria, eppure anche così rende l’idea di quanti possano essere i materiali “invisibili” presenti all’interno dei dispositivi elettronici. Molti di essi, una volta dismesso l’apparecchio in cui sono presenti, rischiano di finire dispersi chissà dove nell’ambiente, con conseguenze deleterie facili da immaginare.
Il problema è noto da tempo, ma è diventato più che mai emergente ora che la pervasività delle tecnologie nella vita di tutti i giorni e la relativa proliferazione di apparati ha raggiunto picchi straordinari.
Insomma, via via che il mercato dell’elettronica di consumo cresce nelle sue dimensioni, aumentano anche - e in via esponenziale - i rifiuti, metallici e non, che risultano dannosi per l’ecosistema.

Ultimissime Le iniziative per il loro smaltimento, va detto, non mancano, così come risulta che, nel complesso l’Europa sia più avanzata del resto del mondo, Stati Uniti compresi, per l’importanza assegnata alle politiche di riciclaggio e per l’attivazione di programmi ad hoc.
Tra questi, vale la pena di citare la direttiva comunitaria Weee, entrata in vigore nell’agosto dello scorso anno o la decisione - che fa capo ancora all’Unione Europea - di proibire entro il 2006 l’uso di elementi quali il cromo, il piombo e il cadmio nei beni di consumo elettronico più comuni.
Tra le principali risposte al problema provenienti da oltreoceano, spicca quella di Ebay che ha raccolto intorno a sé alcuni grandi produttori Ict (tra cui Intel, Ibm e Apple) attorno al tavolo del progetto Rethink che ha il suo perno nella promozione di campagne di riciclo.
Tornando all’Ue, a proposito di un altro capitolo dello stesso tema ma che riguarda in particolare i consumi energetici, dal primo gennaio di quest’anno hanno raggiunto la piena effettività gli standard che obbligano le aziende produttrici a tenere conto dei principi di efficienza e di riduzione dei consumi degli apparati di alimentazione che corredano i device, soprattutto quelli portatili, dai cellulari ai palmari, dalle fotocamere digitali ai lettori di file musicali.

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