Il Garante contro i paparazzi. Pardon: contro gli snapper
Iniziative anche contro il video spam, mentre torna in auge l’idea di Hp » Telefonini in linea - PhotogalleryIl Garante per la privacy si preoccupa del rischio-videofonino e dell’eccessiva facilità con cui un (apparentemente) innocente telefono possa scattare foto imbarazzanti se non peggio. Quel che è capitato cioè di recente al principino Harry, figlio di Carlo d’Inghilterra, immortalato mentre andava a una festa in maschera vestito da ufficiale nazista, con grande imbarazzo della corte.
Stabilito perciò che le videochiamate “a uso personale” sono lecite, e ci mancherebbe altro, ma solo finché non procurano “danni, anche solo morali” a chi viene ripreso, la scure di Rodotà si abbatte sulla diffusione delle immagini scattate troppo allegramente.
Prima di pubblicarle, anche - ma non solo - su Internet, ricorda il Garante, occorre “rispettare i diritti degli interessati e chiedere , quando necessario, il preventivo consenso, libero e informato”.
Questo vale anche quando le immagini “viaggiano nell’altro senso”, cioè quando arrivano sul nostro cellulare: niente video-spamming, insomma.
Tutti i modelli Oltre a ricordare i principi generali, Rodotà offre qualche consiglio pratico per non incorrere in gaffe o violazioni del Codice: evitare di usarlo in ufficio, per esempio, o alle feste. Britney Spears, tanto per non correre rischi, ha proibito agli ospiti dei suoi party di farsi vedere con un cellulare occhiuto.
Interessante anche l’invito che il Garante rivolge ai produttori: inserire nel cellulare occhiuto dispositivi “antipaparazzi”. Anzi, per la precisione “anti-snapperazzi“, come ora vengono chiamati i pettegoli armati di cameraphone. Per l’autorità, questi dispositivi potrebbero concretizzarsi in segnalatori luminosi che avvisano quando il cellulare è pronto a fotografare o un dispositivo per bloccare la trasmissione di immagini senza per questo interrompere la comunicazione.
Qualcosa di molto simile è stato brevettato da Hewlett-Packard, che ha proposto di dotare cellulari e macchine fotografiche digitali di un dispositivo, attivato da un telecomando, che sfoca automaticamente le foto e specialmente il volto: chi vuole mantenere la propria privacy non deve fare altro che attivare il dispositivo per rendere inutilizzabili gli scatti rubati.
La stessa Hp ammette che per essere praticabile, questa tecnologia avrà bisogno di essere resa obbligatoria per legge. E magari la presa di posizione del nostro Garante potrà essere un primo passettino in questa direzione.





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