Videogiochi e Hollywood, l’accoppiata è in fermento
»Console e dintorniA Wall Street ci sono speculazioni che sembrano fatte apposta per un gioco continuo di comparsa e dissolvenza. Hanno come protagonisti nomi come Activision o Electronic Arts e, di volta in volta, un colosso del cinema o della televisione che annuncia di essere pronto ad acquisire una di loro o una delle tante altre grandi della produzione software videoludica. Ma, puntualmente, si arriva poi al nulla di fatto.
Il cuore finanziario del settore fa registrare dunque un elettrocardiogramma pressoché piatto, mentre sul suo sfondo di cose ne accadono eccome. Mai come di questi tempi infatti, gli studio all’ombra della collina più fotografata degli States sono propensi a dare in licenza alle software house i loro film e programmi dai quali trarre un titolo per il Pc o la console.
Il boom del divertimento Archiviati i successi delle trasposizioni di blockbuster quali Spider-Man o la saga del Signore degli Anelli, le ultimissime in quest’ambito dicono, per esempio, che il gruppo Walt Disney - impegnato come non mai nel settore dei videogame - sia alle prese con l’esaminare il suo sterminato catalogo alla ricerca di film d’azione da convertire in videogiochi.
Tra i papabili, ci sono in primo piano successi come Armageddon o le due puntate di Kill Bill senza contare che, da qualche giorno, circola anche la notizia che Microsoft sarebbe al lavoro sulla sceneggiatura di un film ispirato ad Halo e che anche Grand Theft Auto potrebbe presto o tardi arrivare nelle sale.
In via complementare, poi - Tomb Raider e Resident Evil gli esempi più clamorosi - sono sempre più numerosi i videogiochi che finiscono sul grande schermo.
Sul fronte del multiplayer via Internet, altra grande scommessa del settore, la principale novità che si intravede all’orizzonte è rappresentata da “The Matrix On Line“. Ritardato già due volte, sembra essere finalmente destinato ad esordire nel corso della prossima primavera.
Inevitabilmente infine, data la grande ascesa del mobile, al vaglio delle media company ci sono anche i giochi per i cellulari. Trainato anche in questo caso dalle iniziative in cantiere nei laboratori del gruppo Disney, il comparto conoscerà nel corso di quest’anno una crescita di enormi proporzioni.
Parte del merito di tale sviluppo si deve ai costi contenuti che caratterizzano la realizzazione di un titolo destinato al display del cellulare o della console portatile: basti pensare che, a fronte degli svariati milioni di dollari necessari a creare un gioco per il Pc o per la console, per un buon gioco mobile sovente ne sono sufficienti poche decine di migliaia.





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