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Transmediale.05: ripensare i principi che governano la cultura!

Scritto da Claudio Gervasoni

transmediale.05
Photogallery TRANSMEDIALE
Basics_. È questa la parola-guida scelta per l’edizione 2005 di Transmediale, il festival berlinese di media art che gli organizzatori hanno voluto dedicare all’indagine sui fondamenti della nostra cultura.

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Quali sono i principi alla base della nostra esistenza? La domanda è tanto complessa quanto immediata, in un tempo come il nostro in cui la pervasività della tecnologia rimette in discussione il nostro sistema di valori: Internet e la telefonia mobile hanno trasformato i modi, i tempi e la tipologia delle nostre relazioni personali; le biotecnologie ci impongono di ripensare il nostro rapporto con la vita, la natura e il corpo; la digitalizzazione delle informazioni ha esteso le possibilità di accesso alle conoscenze e ai dati; i sistemi di videosorveglianza garantiscono maggior sicurezza e controllo ma erodono nello stesso tempo la privacy personale.
Cose dell’altro mondo!
Sono solo alcuni degli aspetti della grande trasformazione operata dalla diffusione delle tecnologie digitali nel corso degli ultimi 15 anni. E sono anche i grandi temi attorno ai quali ha gravitato il programma di transmediale.05: non per sostenere un ritorno a un “piccolo mondo antico”, ma per stimolare la definizione di un nuovo livello, superiore, di valori di base condivisi.

I sistemi di controllo sociale: maggior sicurezza o minor privacy? È stato il grande tema trasversale di transmediale.05. Città, strade, centri commerciali, parcheggi pubblici, stadi e negozi sono costantemente monitorati da videocamere tanto discrete quanto pervasive. In particolare due installazioni, un videoprogetto e il resoconto di una performance hanno voluto rendere concretamente l’esperienza di chi si trova ai due estremi di questi sistemi di sorveglianza: i controllori e i controllati.

La performance è quella di Michelle Teran che ha portato in mezzo a una strada e rese pubbliche le immagini raccolte e visionate dagli addetti al controllo. Lo stesso principio adottato da Chris Oakley per il suo video “The Catalogue“. Gravicelles - Gravity And Resistance e Untitled 5, che giocano sul rapporto tra il corpo e lo spazio, hanno la stessa intenzione: provocare, attraverso il monitoraggio e un feedback grafico, la sensazione di straniamento che si proverebbe sapendo che si è costantemente tenuti sotto controllo. Il cibo è ancora un bisogno di base? Ovviamente la risposta è sì. Ma per buona parte della popolazione occidentale non si tratta più di occuparsi dell’approvigionamento: i supermercati hanno reso il cibo disponibile in ogni momento. Secondo l’americano James Patten, con Corporate Fallout Detector, e Claire Pentecost, con Visible Food, il nuovo livello di base è quello della consapevolezza nel consumo: grazie a un diverso uso del codice a barre e a un database consultabile online i due ricercatori rendono disponibili informazioni circa i metodi di produzione, le condizioni di lavoro, i salari dei lavoratori, l’uso di sostanze chimiche o geneticamente modificate dei prodotti che ritroviamo quotidianamente sulla nostra tavola.

Le informazioni genetiche: nuova fonte di ricchezza e potere. Claire Pentecost è stata anche tra i protagonisti del dibattito sulle biotecnologie. Da grande speranza per il futuro, il possesso e la gestione delle informazioni genetiche sono diventate il business di oggi, e il loro trattamento è determinato da interessi economici prima ancora che da valutazioni di carattere etico o morale.
Quali sono, se esistono, i confini invalicabili nella manipolazione di queste informazioni? È necessario ridefinire i concetti di uomo, natura e vita? I cittadini come possono acquisire maggior consapevolezza di temi così complessi? Gli artisti possono svolgere un ruolo di mediazione tra il mondo della ricerca scientifica e l’uomo della strada? Queste e molte altre sono le domande attorno alle quali è ruotato il dibattito moderato dal filosofo tedesco Jan-Christoph Heiling. La difficoltà a padroneggiare temi così complessi e che richiedono alte competenze scientifiche è stato affrontato dall’artista francese Florence Ormezzano con il suo progetto web “Organism/Specimen“: ironico e pseudoscientifico database di esseri viventi immaginari eppure verosimili, grazie alle accurate schede descrittive.

Quali altri bisogni primari?. Oggi potremmo vivere senza il nostro tessuto di relazioni sociali, senza accedere alle informazioni, senza godere di esperienze come la musica, le immagini, i giochi?
La presenza nelle sale dell’Haus der Kulturen der Welt di numerosi progetti che riguardavano questi temi impone di rispondere negativamente alla domanda.

Il gioco è stato considerato come fine a se stesso (Snakes + Ladders del duo boredomresearch), ma anche inteso come interazione personale (C-Span Karaoke dell’americana Barbara Lattanzi), come produzione artistica (Game Music di Vladimir Todorovic) o come espressione di stati d’animo (Left To My Own Devices di Geoffrey Thomas). Wikipedia, con una conferenza-lettura, e IRIGHT (portale nella versione beta solo in tedesco) hanno a che fare con la diffusione delle informazioni e il copyright nel mondo digitale. Sonic()bject, Soundscape Fm: Berlin, ma anche la presenza di Arnaldo Coro Antich curatore di una rubrica di scienza e tecnologia per Radio Habana Cuba hanno voluto portare la loro esperienza di mediazione tra la produzione di musica e la sua diffusione.

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