Wearable technology, prove tecniche di futuro
Una tavola rotonda con Ibm, Eximia, Invista, Del Biondi. Con la benedizione di Nicholas Negroponte, la moda guarda al futuro Photogallery gadget“Ognuno di noi potrà essere presto un nodo della Rete attraverso la tecnologia contenuta nei vestiti“. Così il guru Nicholas Negroponte durante il recente evento milanese dedicato a “Moda e Tecnologia”, ideato dall’esperta Marina Garzoni con Invista e Ibm.
Il gran maestro dell’Ict ha illustrato le future applicazioni della wearable technology garantendo che i capi di abbigliamento diverranno veicoli di comunicazione intelligenti e funzionali, anche perché “oggi la tecnologia deve semplificare e non complicare”.
Per le aziende italiane, il consiglio è di unirsi nella ricerca, poiché il costo per sviluppare nuove applicazioni è destinato a crescere significativamente.
Cocktail di tecnologia La padrona di casa Marina Garzoni parla di made in e di territorialità: fattori che non rappresenteranno più per i consumatori una garanzia di qualità, né motiveranno gli acquisti: ruolo preponderante nella scelta andrà alle prestazioni e all’innovazione del prodotto. “La tecnologia è il biglietto per il viaggio che porterà il made in Italy nel futuro”, ha concluso.
Concorde nell’investire in hi-tech Alberto Del Biondi, imprenditore, designer e fondatore dell’omonima “Industria del design”, che ha parlato di “tecnologia delle idee” come di “una contaminazione di linguaggi, forme, materiali e tecnologie stesse. Avere idee, esperienza e competenze che spazino dal design al marketing alla tecnologia è l’arma vincente per proporre progetti di successo sul mercato”.
Per conto del produttore di fibre intelligenti Invista, Denise Sakuma Wertz ha fatto coincidere la missione societaria con “l’innovazione del settore, grazie a capi all’avanguardia che offrano benefici sempre più avanzati”. Secondo la responsabile Invista, la moda degli ultimi anni si è concentrata solo sull’estetica ed è diventata noiosa: non le resta che cooperare con l’It per riconquistare l’attenzione dei clienti.
Ibm è presente con la sezione Business consulting services, che aiuta le aziende a identificare gusti e necessità degli acquirenti. Il responsabile Gaetano Sodo crede che “la crescente pressione competitiva, i veloci cambiamenti e le potenzialità offerte dall’hi-tech porteranno le aziende del segmento verso la moda on demand, per reagire con prontezza alle richieste dei clienti”.
Nel mondo on demand, mode o previsioni perdono la propria centralità a vantaggio delle esigenze dell’utenza: “Il vestito bianco si vende come il pane, il rosa invece non piace. Dal negozio parte un ordine: la fabbrica di confezioni e l’azienda tessile reagiscono istantaneamente, smettono di produrre il rosa e si concentrano sul bianco”.
Curiosa la proposta di Eximia, illustrata dal vicepresidente Marco Locatelli: la t-shirt interattiva improvvisa sul tema della privacy e sulle sue molte implicazioni: “La sfera privata non esiste: i cellulari indicano dove ti trovi, la carta di credito fornisce dettagli sui tuoi acquisti. Noi vogliamo mettere la tecnologia a nostro servizio in maniera utile e divertente”.
Eximia ha escogitato una maglietta - blu per l’uomo, rossa per la donna - su cui viene applicata un’etichetta Rfid, un microchip con un antenna passiva che può essere letto da un’antenna a 10 metri di distanza. Un simile capo permette di fare nuovi incontri: inviando un Sms a un centro servizi il numero di cellulare verrà associato all’etichetta in possesso.
Il proprietario della maglietta invia il proprio profilo e, al momento di entrare in un locale provvisto della speciale antenna, verrà identificato e messo in contatto con le persone presenti che hanno interessi simili.
Al supermercato o a Smau, grazie alle caratteristiche consegnate tramite telefonino, si potrà ricevere la segnalazione personalizzata dei prodotti. Locatelli sta già tessendo relazioni con bar e discoteche per lanciare l’idea.





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