La minaccia dei pirati sulla notte degli Oscar
P2P fra suoni e immagini_PhotogalleryBenché ogni tanto qualcuno provveda a tenerci informati circa le meravigliose sorti e progressive della caccia on line ai pirati della musica e del cinema, la madre di tutte le retate è evidentemente ancora di là da venire.
I reporter Lorenza Munoz e Jon Healey hanno infatti riferito sul Los Angeles Times che il numero delle copie illegali dei lungometraggi in concorso per gli Oscar del 2005 sarebbe “significativamente superiore” a quello dei bootleg censiti lo scorso anno.
La maggior parte dei falsi disponibili dentro e oltre la Rete sarebbe realizzata a partire dai cosiddetti screener, Dvd che le case produttrici inviano a scopo promozionale a un’audience ristretta e selezionata, composta dai membri delle accademie britannica e statunitense d’arte cinematografica e televisiva e da esponenti a vario titolo delle associazioni di categoria.
Sound & vision La créme dello showbiz nasconde tuttavia qualche scarafone: lo scorso anno le manette scattarono per l’ex accademico Carmine Caridi e per il suo sodale Russel Sprague, Il secondo è in attesa di giudizio per violazione delle leggi federali sul diritto d’autore; mentre Caridi, radiato dall’Academy, è stato costretto a pagare 600 mila dollari di danni a Sony e Warner, proprietarie legittime dei provini da lui tanto allegramente distribuiti.
I due compari finirono nelle maglie della giustizia grazie al watermark che etichettava indelebilmente il demo consegnato al buon Carmine: tale tecnologia non è di per sé sufficiente a prevenire la duplicazione indebita, ma permette di tener traccia di ogni singolo esemplare circolante di un’opera in digitale.
Al dibattito sullo sfruttamento del watermark è altresì connessa l’esplosione d’illegalità attuale: il responsabile di Mpaa (Motion picture association of America) Dan Glickman ha evidenziato le divisioni che lacerano l’apparente compattezza dell’industria, incapace di scegliere una strategia unitaria contro un nemico che nel 2004 le ha sottratto ben tre miliardi e mezzo di dollari di guadagno.
Nel novero dei più gettonati dalla filibusta spiccano “Million dollar baby” di Eastwood, “Spanglish” di James L. Brooks e “Closer” di Mike Nichols.
Forte di ben cinque candidature fra le quali quella per il miglior film e quella per la miglior regia, “Sideways” di Alexander Payne avrebbe invece segnato un piccolo record schizzando al primo posto delle classifiche illegali di piratebay.org, un sito di sharing svedese basato su tecnologia Bit Torrent.





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