Telefonini e musica, servizi da hit parade
In Spagna è già realtà il peer to peer al cellulare firmato Telefonica_Cellulari: tutte le news_Photogallery cellulariLa musica apre le porte ai cellulari: i servizi degli operatori Vodafone e Tre decollano, pronti per i prossimi mesi a gonfiare i cataloghi di melodie e a lanciare nuove offerte. Nel frattempo, in Spagna, è già tempo di peer to peer su cellulare per Telefonica, che lo ha presentato il 15 febbraio.
Il business è interessante e ora si comincia a investire sul serio: a gennaio Vodafone ha dichiarato di avere venduto 600 mila brani a partire dal lancio nel mese di novembre, a un prezzo che varia dai 99 cent a 1,5 euro, contro i 3 euro chiesti da Tre.
Il direttore dello sviluppo commerciale di Sony Bmg e fondatore di Vitaminic Andrea Rosi dichiara che “il singolo ‘California’ dei Phantom Planet, è stato venduto più sui cellulari che in formato Cd” e attribuisce il merito dell’exploit anche alla velocità delle reti. Vodafone ha infatti lanciato il servizio solo su Umts.
Poiché si prevede la crescita del numero di cellulari abilitati, Vodafone e Tre hanno la strada spianata; non solo potenzieranno i cataloghi, ora composti di circa mille brani, ma insisteranno anche “sui prodotti correlati: concerti come quello di Vasco Rossi, videoclip musicali”, L’opinione è del responsabile Vodafone Stefano Lai, cui fa eco il direttore del marketing per la divisione intrattenimento di Tre Massimiliano De Carolis: “Entro giugno lanceremo una novità assoluta: le video suonerie. Squillando, il cellulare mostrerà sullo schermo un videoclip”.
Suoni in linea Buona parte di questo business è fatto inoltre con le suonerie truetone, che a differenza di quelle a mono e polifoniche sono create dai master originali forniti dalle major. “Sono canzoni a tutti gli effetti, tagliate per diventare suonerie - dice Rosi - e fra brani e truetone, nel 2004 il 50% delle entrate dei media digitali è arrivato per Bmg dalle sette note”.
Per il direttore di area “business development” di Melodeo Europa Lars Nielsen “le major sono entusiaste di questi servizi”. L’azienda di Seattle ha creato il programma peer to peer ora usato da Telefonica per i suoi quasi 19 milioni di clienti e se finora solo Warner Group ha aperto il proprio catalogo a Telefonica (10 mila brani), “altri accordi sono imminenti”. Grazie al peer to peer Telefonica sta vendendo fino a 10 volte più canzoni rispetto ai concorrenti” e può pertanto brindare a una prestazione da record.
Il tutto grazie a un’idea originale: “La vendita dei brani non è diretta dall’alto, ma è incentivata dai rapporti tra gli utenti. È possibile ottenere la musica in due modi: scaricandola dal server di Telefonica, seguendo le raccomandazioni di amici, che spediscono via Sms il link al file selezionato dal catalogo presente sul portale; oppure trasferendo il brano via Bluetooth o infrarossi.
Nel primo caso, il download costa 2 euro, nel secondo è gratuito ma il Drm permette di ascoltare solo 30 secondi del brano. Per averlo a pieno titolo sul cellulare, bisogna allora acquistare la licenza tramite Telefonica, che la invia al costo di un euro e mezzo.
È qui la forza del peer to peer: lo scambio di brani via Bluetooth o infrarossi non costa niente all’operatore, “che può quindi massimizzare i profitti e tenere al minimo il prezzo del brano”. Inoltre, “gioca a nostro favore il fascino del peer to peer, basato su una comunità di utenti che si incentivano a vicenda a prendere e dare brani”. Un circolo virtuoso che Telefonica ci tiene a sostenere: regala infatti un brano ogni cinque che vengono inviati a un amico (purché siano poi acquistati).





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