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Narc: la mia droga si chiama videogame

Scritto da Antonio Munari

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Console, la new entry Gizmondo_Nintendo Ds_Console e dintorni
La prossima settimana farà il suo ingresso in scena un nuovo videogioco per Xbox e PlayStation 2 con relativa orda di polemiche. C’è da crederci: dopo la violenza gratuita delle varie puntate dii Grand Theft Auto e il sesso esplicito di 7 Sins, ci sarà la droga di Narc. Negli States, il gioco avrà il bollino “M” e sarà quindi vietato ai minori di 17 anni.
In Narc il giocatore impersona un agente della narcotici, che va in giro per la città ad arrestare spacciatori e potrà confiscare e usare la merce. Una boccata a uno spinello virtuale di marijuana, per esempio, produce un rallentamento nell’azione del gioco che diventa una sorta di moviola di se stessa, così come l’assunzione di una pillola di Ecstasy genera un’atmosfera euforica e l’azione subisce una repentina accelerazione. Stesso meccanismo per il crack e tutto il resto.
Il videogame è a sua volta il remake di un coin-op da bar che verso la fine degli anni Ottanta ebbe un certo successo. All’epoca, il gioco non includeva la presenza di droghe in maniera così massiccia come il suo erede limitandosi a mandare il protagonista-giocatore a caccia di spacciatori e tossicodipendenti armati di siringhe.

Il boom del divertimento
Narc, tuttavia, non è solo. Take Two Interactive, lo stessa software house che ha dato i natali a Gta, rilascerà nel corso di quest’anno Snow in cui il giocatore “entrerà in contatto con tutto ciò che ha a che fare con il traffico degli stupefacenti”, si legge nel prospetto introduttivo del gioco.
Ben due sono i titoli del genere in cantiere presso Vivendi Universal: Scarface, che con il film di Brian De Palma ha in comune il nome e la grande quantità di cocaina circolante, e Bulletproof che avrà come protagonista la star del rap ed ex-spacciatore di crack 50 Cent in un’avventura nel sottobosco newyorchese dello spaccio e della tossicodipendenza.
Ognuno di questi giochi ha a sua volta alcuni predecessori piuttosto celebri tra gli appassionati. Del resto, nell’ormai lontano 1985 - ci ricorda il New York Times - Mario e Luigi, in Super Mario Bros, non diventavano extra-large dopo aver ingerito strani funghetti?
Scherzi a parte, uno dei più noti, apparso verso la metà dello scorso decennio, è stato Dope Wars, una simulazione che permette al giocatore di diventare ricco trasformandosi in un pusher di livello internazionale di qualsiasi droga conosciuta.

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