Wolong e Perù: l’hi-tech a soccorso delle specie minacciate
La tecnologia stringe la mano alla salvaguardia dell’ambiente e della fauna_Internet: le notizieA pochi giorni di distanza l’una dall’altra, due notizie rimpolpano il filone “animalista” dell’hi-tech. Non riguardano pinguini, ragni o altri animali presi a simboleggiare altrettante tecnologie, né altre amenità del genere videogiochi per gatti o cellulari canini.
Si tratta invece di specie in carne e ossa per le quali bit e silicio possono rappresentare una risorsa per sopravvivere. Fra queste i panda giganti in Cina e gli alpaca del Perù.
Nel primo dei due casi, per proteggere meglio gli esemplari ospiti della riserva, nella provincia sud occidentale di Sichuan si sono attrezzati con la larga banda. Grazie a quest’ultima e a un sofisticatissimo corredo tecnologico preparato in collaborazione con Intel, tra gli altri, i ricercatori della Wolong Giant Panda Nature Reserve sono oggi in grado di monitorare 24 ore su 24 la vita dei mammiferi, catturare foto e realizzare video sulle loro attività in ogni angolo della riserva. I dati ottenuti vengono elaborati al computer in tempo reale.
“La tecnologia digitale ha cambiato la comunicazione tra Wolong e il resto del mondo e promuoverà la condivisione delle informazioni sulla protezione dei panda giganti”, ha detto il direttore della riserva Zhang Weimin interpellato dall’agenzia Reuters. “Ciò non solo aiuterà ad aumentare il numero dei panda giganti - ha continuato il responsabile - ma anche a gestire l’ambiente in cui vivono in modo più efficiente”.
Wolong, fondata nel 1963, si estende per circa 200 mila ettari e ospita 76 esemplari.
Dalla Rete Dalle piane cinesi agli altipiani del Perù, dove gli allevatori degli alpaca andini stanno sperimentando l’inserimento nelle loro orecchie di un microchip con l’obiettivo di porre un freno alla morìa che li sta portando all’estinzione.
L’idea arriva dal ministero dell’agricoltura, alla ricerca di un rimedio efficace contro il bracconaggio e il contrabbando del bestiame, pratiche che stanno mettendo in ginocchio la sussistenza di interi villaggi per i quali l’alpaca rappresenta una delle risorse primarie. Il chip e il lettore in grado di interpretare le informazioni sui capi immagazzinate al suo interno, servirà a controllarne gli spostamenti e, nel caso in cui venga individuato un movimento illecito, a far scattare le misure idonee a impedirlo.





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