Internet2: Riaa apre la caccia al file sharing nei college
Le associazioni industriali disco-cinematografiche tornano a scuola_P2P fra suoni e immaginiMyTech - non da solo - se n’era accorto circa un anno fa. Ora il problema va ingigantendosi, di pari passo con l’attenzione che gli viene concessa. La super-Rete sperimentale a velocità da vertigine nota come Internet2 utilizzata dai campus statunitensi (soprattutto) a scopi di ricerca sarebbe un ricettacolo di incalliti criminali.
L’accusa? File sharing alla massima rapidità, praticato in dosi massicce da almeno 405 cattivi soggetti in 18 diversi siti universitari: il loro ritratto è già stampato sugli “Wanted” di Riaa e Mpaa, la cui azione presenta aspetti persino più controversi di quelli che l’hanno caratterizzata nel passato (recente).
Sound & vision
L’associazione Usa dei discografici, che ha denunciato gli oltre 400 presunti pirati, li accusa di aver condiviso circa un milione e mezzo di file (930 mila di tipo musicale). Il record di swapping spetta ai fenomeni capaci di gestire 13.600 canzoni; la media complessiva sarebbe stata calcolata attorno ai 2.300 pezzi a testa.
Le forze in campo vedono da un lato gli studenti, agli occhi dei quali una rete privata dalle prestazioni d’eccezione sarà senz’altro sembrata una terra di Bengodi in cui scorazzare al ritmo del download. Dall’altro le organizzazioni industriali, impegnate a partire dalla fine di marzo nel dibattimento finale di fronte alla Corte suprema, forti di un totale da 9.000 azioni legali dal 2003 a oggi e soprattutto decise a far valere quello che considerano il proprio diritto ovunque e comunque.
Piccolo particolare, Internet2 è per il momento una rete inaccessibile al grande pubblico e, in teoria, chiusa ai ranger disco-cinematografici: i vertici accademici specificano di non aver fornito alcuna autorizzazione al monitoraggio delle attività studentesche on line; mentre i discografici mantengono il riserbo circa il modo in cui sono entrati in possesso dei dati.
Infine, per qualcuno di loro potrebbero manifestarsi gli estremi del conflitto d’interessi: Warner Bros è infatti una delle etichette più attive nella caccia al filibustiere (che oggi tocca istituti di prestigio quali Princeton, Berkeley, la Carnegie Mellon e il Mit), ma anche uno dei membri illustri del consorzio che coopera allo sviluppo del supernetwork. Non una contraddizione da poco, per chi si interroga sulla vera natura della Rete del futuro.





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