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Cellulari: il panorama dà segni di saturazione

Scritto da Roberto Carminati

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Le vendite di telefoni cellulari nel corso del primo trimestre 2005 hanno registrato una crescita a due cifre (+10%) che probabilmente sarebbe vista come un toccasana in altri settori della tecnologia. Restando nell’orto della telefonia mobile e guardando al passato l’ottimismo sfuma: nello stesso periodo dello scorso anno l’incremento delle consegne era stato addirittura del 44%.
A dispetto perciò del rincorrersi di soluzioni sempre più spettacolari e dispositivi dalle capacità sempre più ampie, il fronte dei telefonini dà segni di cedimento, benché non generalizzati. Particolarmente deboli sono stati gli scenari europeo e sudamericano, in contrasto con un’Asia - Giappone e Corea su tutti - che ha mostrato un notevole apprezzamento per i rilasci di terza generazione.

Tutti i modelli
Complessivamente, nel mondo sono circolati 172 milioni di pezzi, contro i 157 del 2004. Il ruolo di apripista spetta sempre a Nokia, che da tempo non riesce però a sfoderare le prestazioni eccezionali che caratterizzarono le sue fasi di più prorompente ascesa. Vende di più (da 44 milioni e 700 a 54 milioni circa), ma la sua quota è in calo: dal 34 al 31% in 12 mesi.
Diversa la situazione di Motorola, che guadagna terreno da entrambi i punti di vista e passa al 17% di share vendendo 28 milioni e 700 mila unità (al termine del primo trimestre del 2005 furono 25 e 300); e di Samsung, balzata dal 10 al 14% consegnando 4 milioni e 400 mila articoli in più rispetto al gennaio-marzo ‘04 (24 milioni e mezzo).
Fra le aziende di testa rallentano visibilmente Sony Ericsson (da 6,4 a 5,5%) e soprattutto Siemens, scesa dal 6,9 al 5,4% a causa di un crollo del 27% del venduto complessivo. Il corso dell’anno non dovrebbe portare particolari segnali di ripresa: Strategy Analytics crede che saranno messi sulla piazza 735 milioni di unità per un aumento dell‘8%. Roba da mercati maturi, insomma.

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