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Samsung, grandi schermi piatti in salsa Oled

Scritto da Gianni Rusconi

Samsung Oled Tv
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Society of Information Display (Sid) 2005 International Symposium, Boston: a fine maggio uno degli eventi più importanti al mondo nel campo delle tecnologie visive è stato il palcoscenico d’eccezione dove ammirare il primo prototipo di uno dei televisori grande schermo più sottili mai prodotti al mondo.

Grandi schermi A firmare l’impresa è stata Samsung, che ha presentato un apparecchio di 40 pollici a tecnologia Oled (organic light-emitting diode), già utilizzato nei telefonini di nuova generazione) con un pannello dallo spessore di soli 2,2 centimetri (arriva a tre l’ingombro totale del televisore) che fa leva su una lastra di vetro di 730 per 920 millimetri prodotta attraverso un processo al silicone di tipo amorfo.

Il produttore coreano non è certo nuovo a exploit del genere, visto e considerato che già l’anno scorso tolse i veli a due modelli di pannelli Oled ultrapiatti con risoluzione massima di 1.920 x 1.080 pixel ma limitati in termini di dimensioni (14.1 e 21 pollici i formati dei due modelli presentati).
La sfida di salire in termini di dimensioni dello schermo, che tanto premeva a Samsung, rispettando le prerogative della tecnologia Oled nei confronti di quella Lcd: minori consumi in termini di potenza (tali pannelli non richiedono retroilluminazione) e maggiore risoluzione d’immagine. L’ultimo modello da 40 pollici supporta fino a 1.280 per 800 punti con una luminosità massima di 600 e un livello di contrasto (in bianco e nero) di 5.000:1.

I lavori in corso in casa Samsung, intanto, non si fermano ai prototipi portati in vetrina a Boston. I tecnici del produttore stanno sviluppando infatti televisori basati su “field emission display”, una tecnologia a nanotubi al carbonio che permetterebbe di ridurre ulteriormente lo spessore dei pannelli elevandone nel contempo la risoluzione. E c’è chi, nella stanza dei bottoni del colosso coreano, promette si dal prossimo anno un’invasione di Fed Tv sul mercato europeo.

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