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Cellulari: gli operatori no frills spaventano i colossi?

Scritto da Roberto Carminati

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Il 20% del mercato sarà ben presto nelle mani di EasyMobile & co. Forse Cellulari: le notizie_Telefonini, prove e anteprime
Strategy Analytics si è recentemente soffermata sugli operatori cellulari cosiddetti “no frills”, specializzati sovente nella sola vendita di schede Sim e in offerte tariffarie particolarmente aggressive, sostenendo che sarebbero ben sei su dieci gli utenti europei attratti dalle loro proposte e pronti a passare sotto le loro insegne.
Lo si legge nel report EasyMobile: trends in low-cost service provision in Europe”, che prende spunto dal caso dell’azienda nata da una costola di EasyJet per analizzare il panorama continentale delle conversazioni economiche e per concludere che questo fronte potrebbe valere il 20% della torta mobile nell’Unione entro i prossimi cinque anni.
A trainare il potenziale boom sarebbero anche i rovesci dei grandi player, che a detta dell’analista Sara Harris starebbero troppo spesso ignorando le richieste e i veri bisogni della clientela. Un’opinione condivisa da una voce autorevole, benché ovviamente partigiana, come quella di Frank Rasmussen, responsabile delle operazioni britanniche della stessa EasyMobile, per il quale le aspettative di buona parte dell’utenza Uk andrebbero regolarmente disattese dai provider.

Telefoni e non solo Il controcanto arriva dalle indagini a tema di Analysys, pronte a sostenere che il futuro è nella terza generazione e in particolare nella sua vasta gamma di contenuti disponibili, a cavallo fra dati e voce: un’immagine che fa chiaramente a pugni con il naturale minimalismo del “senza fronzoli”.
Un altro aspetto merita però di essere preso in considerazione, come in effetti è accaduto presso più d’una autorevole fonte telematica. Se è vero, è stato scritto, che alcuni fra i più aggressivi carrier low cost hanno goduto di un successo prepotente, altrettanto vero è che una volta guadagnati il proverbiale posto al sole e l’affetto dei clienti, sono stati fagocitati facilmente dai mastodonti rivali.
Il caso esemplare è quello della danese Telmore, autrice di una scalata da record fra 2000 e 2003 e finita però fra le braccia della più potente Tdc. Il problema, proseguono poi critici quali Carlo Longino di “The feature” è che il mercato futuro è profondamente orientato al valore, composto “solo in minima parte” dai listini.
Potendo contare sulle tradizionali economie di scala, i marchi di spicco riescono a proporre alla clientela pacchetti di servizi - fra caselle vocali, posta elettronica e Internet, messaggi - tali da ridurre il mero costo alla stregua di fattore secondario.

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