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Canon Eos 350D: un restyling per la reflex più venduta al mondo

Scritto da Paolo Marelli

Canon Eos 350D
La prova: diciotto mesi dopo l’introduzione di Eos 300D, ai raggi X c’è Canon 350D, sua naturale evoluzione. Le modifiche più evidenti: la velocità e il sensore Cmos da 8 megapixel.Photogallery: le nuove fotocamere_Fotocamere digitali di PcPro_Tutto il software grafico di PcPro_Cellulari: news_Photogallery: tutte le fotocamere_News Digitimes
Quando nell’estate 2003 Canon annunciò il lancio della Eos 300D, svelandone le caratteristiche e i costi, riuscì a cogliere di sorpresa non solo gli addetti ai lavori ma anche la concorrenza. La rivoluzione di questo progetto era tale che la casa giapponese sembrava anticipare di due anni il trend del mercato, proponendo la prima reflex digitale “economica” a un prezzo allineato con quello delle ammiraglie del segmento prosumer. Per sottolineare brevemente le differenze più evidenti tra una prosumer e una reflex digitale (o Dslr) segnaliamo i tre fattori di primaria importanza: la Dslr dispone di un mirino reflex ottico e non elettronico, offre la possibilità di cambiare l’obiettivo, e infine, pur a parità di megapixel, i sensori impiegati nelle Dslr hanno una superficie maggiore di quelli adottati dal segmento prosumer. Sul primo fattore rimarchiamo la notevole differenza qualitativa a vantaggio del mirino ottico, specie in condizioni di basse luci dove anche i più raffinati mirini Lcd mostrano limiti evidenti. Il secondo fattore apre le porte a combinazioni quasi illimitate di focali e d’inquadrature ad alti livelli qualitativi. Infine il terzo aspetto porta in dote file con bassi livelli di rumore, minore esigenza di risoluzione dell’ottica e immagini con profondità e piani di fuoco più accentuati, per le maggiori dimensioni del diaframma.

Cerca tra i prodotti provatiA distanza di 18 mesi Canon rinnova la linea e il febbraio scorso, in occasione del Pma (Photo Marketing Association), una delle più importanti manifestazioni d’oltreoceano del settore fotografico, ha introdotto la Eos 350D. Se al lancio della Eos 300D Canon era partita con una stima di 70.000 unità al mese (ma dopo pochi mesi il successo di vendite era stato tale da passare a una produzione di 100.000 unità) le attese per questa nuova 350D sono ancora più ambiziose e la casa prevede in questo caso una stima di partenza di 130.000 unità al mese. Dal punto di vista estetico il nuovo modello, a differenza del predecessore, è proposto in una livrea interamente nera, ma Canon ha fatto sapere che sarà disponibile anche una versione in colorazione argento. La finitura del corpo è in materiale plastico con superficie porosa, materiale che è gradevole al tatto e trasmette una sensazione di compattezza migliore rispetto a quanto visto sulla 300. Sotto questo punto di vista la 350D ricorda da vicino la Eos 20D, anche in virtù della scocca in metallo posta sotto il rivestimento. La differenza negli ingombri tra la 300D e la nuova 350D appare abbastanza evidente (in particolare grazie a 15 mm in meno di larghezza), mentre i 110 grammi in meno di peso del solo corpo sono difficilmente riscontrabili senza una bilancia. Segnaliamo che a livello d’impugnatura abbiamo trovato meno comoda la nuova soluzione, poiché con la 300D la posizione delle dita era meno obbligata e più naturale. Invece il layout dei comandi è rimasto pressoché immutato, con le sole differenze del pulsante per la cadenza di ripresa, collocato ora sul dorso, dell’interruttore per l’illuminazione del pannello a cristalli liquidi, spostato più in basso, e del led che segnala l’attività della scheda di memoria, situato più a sinistra. La ghiera di selezione ha subito un ritocco estetico e, con la sua finitura in metallo brillante, ricorda le reflex del passato.

Per quanto riguarda le funzionalità avanzate Canon sembra aver ascoltato le richieste dei fotografi più esigenti, restituendo quelle funzioni che, per ragioni di mercato, erano state disabilitate sulla 300. Tra queste segnaliamo la compensazione d’esposizione flash, la possibilità di scegliere il tipo d’autofocus, l’area di lettura esposimetrica e lo spazio colore indipendentemente dalle modalità d’esposizione , nonché l’abilitazione di nove funzioni di personalizzazione tra cui meritano menzione il sollevamento manuale dello specchio reflex, l’attivazione del sistema per la riduzione del rumore e la possibilità di sincronizzare il flash sulla prima o sulla seconda tendina. Sulla precedente 300 alcune tra queste mancanze sono sempre state oggetto d’attenzione da parte degli utenti evoluti, tanto che in rete è possibile trovare firmware fai-da-te con cui abilitare parte delle funzioni sopra descritte.

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