Itu: il patto dei 22 contro il divario tecnologico
Un manipolo di carrier, vendor, operatori, si batteranno per dotare delle infrastrutture e degli strumenti Tlc essenziali i paesi più poveriIl dream team dei moschettieri riuniti sotto l’ombrello di Itu (International telecommunication union) e spalleggiati esplicitamente dalle Nazioni unite comprende l’immancabile Microsoft, Alcatel, la cinese Huawei insieme con il colosso indiano Infosys, Intel e Worldspace.
Missione (im)possibile del progetto ribattezzato “Connect the world”, ricondurre nell’orbita del mondo a banda larga anche quegli 800 mila villaggi (circa il 30% dei centri più piccoli) ancora privi non solo delle connessioni a Internet, bensì molto semplicemente di telefoni e linee dedicate. Secondo il segretario generale dell’istituto Yoshio Utsumi, il traguardo potrebbe essere colto entro il 2015 e a beneficiarne sarebbe circa un miliardo di persone in tutto il mondo.
Stime recenti segnalano infatti che rispetto ai cittadini delle nazioni più povere, quelli dei paesi industrializzati hanno un accesso cinque volte migliore alla telefonia fissa o mobile e possibilità per nove volte superiori di navigare in Internet, essendo altresì in possesso di un numero di Pc che supera per tredici volte il parco-macchine del restante 85% di esseri umani sulla terra.
Portatili & Co. Tutt’altro che fine a sé stesso, almeno nelle (buone) intenzioni dei suoi ideatori, “Connect the world” punta a infrastrutture abilitanti “di base”, che puntellino lo sviluppo futuro di servizi essenziali: scuole, uffici postali, banche, ambulatori.
Tre le principali linee guida, dall’abilitazione degli ambienti alla disponibilità delle strutture, sino alla creazione di soluzioni ad hoc. Accanto ai grandi player già menzionati in apertura, un contributo importante dovrebbe arrivare da carrier come Telefonica e Kddi, dall’Unione europea e dalla World bank, infine da una serie di entità nazionali più o meno direttamente interessate dalle problematiche in questione: Francia, Senegal, Egitto, Sud Corea.





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