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Casse audio da parete

Scritto da Giuliano Mannini

La linea Soundpoint di Jbl
Photogallery_DIGITALE
Da qualche anno a questa parte, con la sempre più ampia diffusione del multicanale, molti marchi storici dell’Hi-fi si sono fatti carico dei problemi logistici degli appassionati di cinema. Per permettere a chiunque di posizionare (almeno) 5.1 diffusori in un ambiente spesso non sufficientemente ampio, allo stato attuale le soluzioni sono fondamentalmente due: o minidiffusori da scaffale o diffusori da incasso.

Musica & musica Minidiffusori
Hanno il vantaggio di un ingombro minimo, di un’istallazione semplice e di un prezzo spesso molto contenuto. Se ben progettati (parliamo di sistemi di qualità, non di “pacchi sorpresa” all-in-one), alcuni sistemi possono suonare davvero bene, almeno quanto molti “cugini” di qualità, ben più ingombranti.

Eppure, a voler ascoltare i dettami di George Lucas (sanciti dalle regole di certificazione Thx), questa soluzione non va affatto bene. Il sistema satelliti + subwoofer non rispetta infatti il principio per cui tutti i diffusori dell’impianto multicanale devono essere rigorosamente “a banda intera”, ovvero in grado di riprodurre l’intero spettro audio udibile (cosa impossibile per i piccoli minidiffusori).
Ovviamente si può tranquillamente ignorare tali indicazioni; tuttavia, nelle regole di Lucas (senza dubbio eccessivamente rigide) c’è del vero. Alcuni minidiffusori, infatti, a causa delle dimensioni fisiche eccessivamente ridotte, finiscono per delegare al subwoofer frequenze che non gli competerebbero affatto, con risultati molto negativi in termini di qualità e ricostruzione scenica. Si tratta ovviamente di prodotti mal progettati e di scarsa qualità.

Sistemi a incasso
Esiste tuttavia un’alternativa in grado di offrire dimensioni anche notevoli (l’equivalente di grossi diffusori da pavimento), eliminando totalmente il problema degli ingombri: il sistema a incasso. La cassa acustica viene cioè inserita completamente all’interno del muro, mentre una griglia, spesso verniciabile dello stesso colore delle pareti, si occupa di nascondere gli altoparlanti alla vista.

Si tratta ovviamente di una soluzione radicale (nessun ripensamento è possibile) e non certo economica, ma che può garantire una buona, ottima o addirittura eccezionale qualità audio. L’importante è scegliere i diffusori giusti (per budget, volume e tipologia) e posizionarli nel migliore dei modi, possibilmente con l’ausilio di installatori qualificati. Il risultato però è quanto di più elegante ed esclusivo si possa immaginare, con le immagini (provenienti per esempio da un proiettore o da uno schermo al plasma) che giganteggiano al centro della parete e un sonoro che sembra provenire magicamente dall’ambiente stesso. In altri termini, l’essenza stessa del cinema.

I modelli del resto non mancano, basta dare un’occhiata ai cataloghi di alcuni marchi di riferimento. Dall’Inghilterra Hi-end di B&W, Kef e Linn, all’America consumer di Jbl e Boston o alla Francia esoterica di Jmlab, fino alla razionale, validissima Italia di Indiana Line, la scelta appare davvero ampia.

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