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Le suonerie: musica dolcissima per l’industria discografica

Un nuovo modello di telefono cellulare Nec con suonerie polifoniche. REUTERS
WASHINGTON (Reuters) - Le suonerie dei telefonini stanno ormai scalando le classifiche di vendita dei dischi e diventando un affare multimiliardario. Per i giovani utenti di cellulari, sono un’occasione per esibire il gusto musicale e personalizzare un importante gadget. Per case discografiche e provider di telefonia mobile sono un’opportunità per costituire un robusto mercato a prova di pirateria con canzoni, videoclip e altri prodotti di divertimento per apparecchi mobili. Le suonerie sono diventate una promettente fonte di profitti per un’industria che ancora fatica ad entrare in sintonia con una nuova generazione abituata a scaricare musica gratis da Internet con servizi “peer to peer”. Le vendite di suonerie sono salite a 4 miliardi di dollari nel mondo nel 2004, 300 milioni di dollari solo negli Usa, secondo la società di ricerca del mercato Consect. Mentre servizi di download come iTunes di Apple sembrano essersi stabilizzati sul prezzo di 99 centesimi per canzone, i venditori di suonerie possono far pagare sino al triplo per un brano di appena 15 secondi. “Non è un fenomeno effimero che sparirà in un anno o due”, ha detto Thomas Hesse, presidente del settore digitale di Sony Bmg Music Entertainment, mentre da ottobre la rivista musicale Billboard a lanciato da ottobre una speciale classifica per le suonerie. Anche se queste stanno insediando le stesse classifiche generali. Al punto che il mese scorso “Crazy Frog Axel F”, ispirata alla musichetta di un cartoon diventata suoneria popolarissima ha scalzato dal vertice delle classifiche star come Oasis e Coldplay. “Crazy Frog Axel F”, remake di una hit anni Ottanta di Harold Faltermeyer, ha a sua volta rilanciato le vendite della suoneria di Jamster “Crazy Frog”, dice un funzionario della società che detiene i diritti di entrambi. “Abbiamo riscontrato modi irresistibili di promuovere una suoneria ed un disco. Una sorta di circolo virtuoso”, ha osservato Dan Mosher, a capo dell’americana Jamster, azienda di suonerie di proprietà di VeriSign.

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