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Ibm, tastiere virtuali e intelligenti

Scritto da Antonio Munari

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Battere un tasto”: una locuzione che si avvia verso l’obsolescenza. Almeno quando i tasti a cui ci si riferisce sono quelli dei palmari, dei cellulari e di ogni altro genere di device in cui la tastiera viene visualizzata sui display di tipo touchy, sensibili al tatto.
Già oggi, alcuni sistemi operativi offrono all’utente la possibilità di digitare lettere e cifre mettendo loro a disposizione una tastiera virtuale sullo schermo, attivabile con l’apposito pennino in dotazione all’apparecchio. Quel che propone il centro di ricerca di Ibm rappresenta però un ulteriore balzo in avanti, trattandosi di una tecnologia che permette di digitare le parole facendo scivolare lo stilo sulle lettere che compongono il testo da scrivere senza mai sollevarne la punta dallo schermo, anziché saltellare da una lettera all’altra.

Intelligenza artificiale
Per tenere traccia dell’andamento dei lavori che i ricercatori di Big Blue stanno conducendo attorno al nuovo meccanismo, si può già oggi fare una visita al suo contenitore on line delle tecnologie in corso di sviluppo, identificato dall’insegna AlphaWorks (è prevista anche la possibilità di scaricare il file .zip che contiene il software) e scoprire più in dettaglio in che cosa consiste il metodo che la multinazionale ha battezzato Shark, acronimo di Shorthand-aided rapid keyboarding.
In parole povere, Shark è in grado di riprodurre le parole sulla base delle figure geometriche che l’utente traccia facendo scorrere il pennino da lettera a lettera.
Unico neo: allo stato attuale, il sistema è in grado di funzionare su diversi tipi di tastiera ma nel gruppo rimane esclusa la tipologia Qwerty, la più diffusa, a causa della sua disposizione delle lettere, inadatta a descrivere geometrie sufficientemente semplici da risultare comprensibili all’intelligenza del sistema.

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