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Napster, cammino in salita nei college

Scritto da Alessandro Lubello

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Il futuro non promette bene per Napster. Il pioniere della musica on line sembra destinato a cedere di fronte alla concorrenza di rivali come iTunes e Musicmatch. Senza dubbio questa è la tendenza che emerge da un’indagine condotta tra gli studenti dell’università statunitense di Rochester.
Secondo lo studio, negli ultimi sei mesi del 2004 nessun iscritto ha acquistato una canzone on line attraverso il servizio di Napster, che in cambio di un canone mensile da 9,95 dollari permette di scaricare un ammontare illimitato di canzoni. iTunes di Apple, invece, ha attirato l‘8% dei giovani appassionati. Nel semestre precedente, gli acquirenti di brani musicali via Napster erano l‘1%.

Sound & vision
Questi dati sconfessano clamorosamente la politica seguita negli ultimi mesi da Napster, che ha investito ingenti risorse allo scopo di guadagnare popolarità nei college, uno dei target di mercato più ghiotti per gli operatori della musica on line. L’università di Rochester, in particolare, è stata una delle prime con cui Napster ha stretto un accordo per offrire il proprio servizio a prezzi vantaggiosi. Le scuole clienti ricevono anche dei computer gratuitamente grazie all’intervento di alcuni sponsor.
Il nemico da battere è senza dubbio Apple, che domina il mercato grazie a iTunes e all’iPod, ma intanto Napster registra perdite per 24 milioni di dollari e in tre mesi rincassa quanto Apple registra in un giorno. Questo fallimento si dovrebbe al contestuale tracollo del modello “Napster To Go”, che in base a un abbonamento mensile permette al consumatore di trasferire un numero illimitato di brani su lettori Mp3 compatibili con la tecnologia Playforsure di Microsoft.
Quest’ultima verifica se l’utente ha versato la quota mensile e se può quindi continuare ad ascoltare le canzoni scaricate. Altrimenti, i brani sono bloccati da Janus, il sistema di Drm di Microsoft.

Nel presentare Napster To Go, il Ceo della società, Chris Gorog, aveva fatto notare che per riempire un iPod un utente deve spendere fino a 10 mila dollari, mentre con il loro servizio può fare la stessa cosa spendendo circa 180 dollari. Una stima troppo approssimativa, che oltretutto non terrebbe conto - è una frequente critica - delle reali preferenze dei fan, decisamente più inclini al possesso che non all’affitto del patrimonio-musica.
Gli studenti di Rochester sembrano invece apprezzare altri aspetti del servizio di Napster: sempre secondo lo studio, il 47% ha aggiunto almeno una canzone alla playlist trasmessa on line, mentre il 39% ha scaricato un brano a tempo limitato. Intanto, le scuole che come Rochester hanno aggiunto il costo di Napster alle tasse dei propri studenti cominciano a lamentarsi. Il Middlebury College, per esempio, spende diecimila dollari l’anno per il servizio, che però è usato solo dal 50% degli studenti.
Peraltro, i college partner di Napster stanno pagando attualmente per un periodo prova, e l’importo del servizio dovrebbe salire - l’ammontare non è stato ancora determinato - se decidessero di adottare Napster To Go per un lungo periodo.

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