Vista e i Drm, una questione che scotta
Windows Vista_COMPUTERDa sempre, il bilanciamento tra le potenzialità dei chip criptografici dedicati, la loro libertà di utilizzo e le funzioni offerte in tal senso dai sistemi operativi moderni è oggetto di discussione: la paura di trovarsi a che fare con un vero e proprio Grande Fratello di silicio è tanto elevata quanto gli indubbi vantaggi che potrebbero derivare da un uso oculato dei chip in questione.
Microsoft e gli altri
La questione ha già toccato da vicino *Windows Vista*: il futuro sistema operativo di casa Microsoft si appoggia a chip che rispondono ai dettami di Trusted Computing Group per alcune interessanti funzioni, dalla cifratura hardware dei dati al Secure Startup, una tecnologia che impedisce il trasferimento di dati da un Pc smarrito o rubato. In quest’ultimo caso, il chip codifica l’intero contenuto dell’hard disk e lo sblocca solo se l’hardware cui è collegato non è stato significativamente mutato.
Ma questo tipo di chip può essere proficuamente usato anche per la gestione dei DRM, le temute restrizioni all’uso e alla privacy ottenute in nome della proprietà intellettuale (Digital Rights Management, appunto). E guru dell’open source quali Bruce Perens hanno già lanciato l’allarme: “Browser a sorgenti aperti come Firefox non saranno in grado di accedere a siti Web che implementano le specifiche di sicurezza di Microsoft”. Senza dimenticare che, per ora in teoria, un chip con un identificativo unico (come quelli della Trusted Platform Module di Redmond) possono realmente essere in grado di limitare i contenuti liberamente fruibili dall’utente (i sorgenti Web di una pagina, così come lo scaricamento e l’ascolto di contenuti multimediali).
Per ora in quel di Microsoft si getta acqua sul fuoco: Stephen Heil, uno dei padri di Vista, ha dichiarato che il prossimo Windows non abiliterà di default alcune funzioni della propria piattaforma di sicurezza per motivi di privacy. Nelle parole di Heil c’è anche una implicazione di carattere commerciale: la Trusted Platform Module suggerita da Trusted Computing Group non è ancora uno standard, anche se sta guadagnando terreno specie in ambito aziendale. E tra i proseliti c’è anche Apple, che - con un simile sistema - dovrebbe permettere al proprio sistema operativo di girare solo sul proprio hardware.





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