Gli italiani? Veri amatori (del cellulare)
Sondaggio. Messaggini, e tu quanti ne mandi?Sondaggio. Messaggini, e tu quanti ne mandi?
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Un popolo di inguaribili romantici, capaci di instaurare un legame sentimentale perfino con il proprio telefono cellulare. È il quadro degli italiani che emerge dal primo monitor realizzato da Astra per Nokia tramite 2015 interviste telefoniche Cati su un campione rappresentativo della nostra popolazione dai 16 anni in su.Internet, telefoni e dintorni
La premessa è che tre italiani su quattro usano il cellulare (proprio o di altri, in genere familiari). I cosiddetti power-user hanno meno di 44 anni (tra i 16 e i 24 anni si arriva al 96%), sono residenti nelle città grandi (93%), e sono generalmente imprenditori, dirigenti, professionisti (93%), impiegati, quadri, docenti (91%), diplomati e laureati (90%). Coloro che invece non lo utilizzano - circa il 25% - sono perlopiù ultra54enni, poveri e semi-poveri (42%), casalinghe (42%) e pensionati (49%). Quanto all’anzianità di utilizzo, il 18% appartiene alla cosiddetta prima leva, ha cioè cominciato a prendere confidenza con i dispositivi mobili prima del 1986; il 63% ha da 9 a 4 anni d’esperienza, mentre il 19% ha iniziato da meno di tre anni.
Ma quanto e come viene maneggiato il telefonino? A detta degli interessati, l’utilizzo medio quotidiano è di poco superiore ai 45 minuti, ma c’è un milione e mezzo di nostri connazionali che dichiara di usare il cellulare per sei o più ore al giorno. Il numero medio di telefonate (fanno o ricevute) è di quasi 11 squilli giornalieri; il 58% degli intervistati non supera le 5 chiamate, il 27% sta tra le 6 e le 20 e il 15% ne fa da 21 in su. Il tutto per una media di quattro minuti per telefonata.
Non è da meno il . Il 69% degli italiani manda e riceve in media 6,4 messaggini al giorno, ma c’è chi - e sono soprattutto i giovani compresi nella fascia dai 16 a 34 anni - supera abbondantemente la soglia dei 30.
Decisamente più basse le percentuali d’utilizzo delle altre killer-application, a conferma che quello del traffico voce e sms rimane ancora il vero motore del mondo mobile. Basti pensare che gli mms sono utilizzati da solo il 19% dei cellularizzati, con una media di meno di 2 messaggi multimediali al giorno.
Ma com’è cambiata la vita degli italiani dall’avvento del cellulare? Il 63% si considera , il 21% pensa di avere più amici, il 19% si sente più sicuro di sé, il 16% ha addirittura cambiato carattere e si sente più allegro e contento. Ma non è tutto: l‘11% sostiene di aver più successo nei rapporti affettivi, il 7% è divenuto un partner migliore, il 6% vanta maggiori conquiste in amore, fino ad arrivare a chi - è il caso di 4 intervistati su 100 - si sente più forte e potente.
Il cellulare, dunque, come una vera protesi dell’io, un rinforzo e un meccanismo di moltiplicazione. A detta degli utilizzatori i principali benefici risiederebbero nell’accorciamento delle distanze interpersonali (81%), nel rilancio della famiglia per via tecnologica (72%), nell’incremento dell’efficienza nelle proprie attività e in modo particolare di quelle lavorative (54 utenti su 100), nella conquista di una maggior autonomia personale (54%), nell’allargamento della rete di relazioni al di fuori della famiglia (30 su 100), nel potenziamento dell’autostima (30 su 100), nel miglioramento del proprio “bilancio di felicità” (24 su 100), e nel soddisfacimento dei propri bisogni nella sfera erotica-amorosa (20%).
Ma, è bene precisarlo, c’è anche chi la pensa diversamente. Per molti, infatti, il telefonino ha portato in dote una serie non indifferente di svantaggi: il 52% si sente eccessivamente a disposizione, il 20% scrive meno di prima, l‘11% ha fatto scoperte sgradevoli su altre persone o è divenuto più emotivo e ansioso, l‘8% lamenta di aver meno tempo per sé, il 6% ha rapporti meno profondi, quasi il 6% è stato come si suol dire “preso in castagna”, il 2% è diventato più infelice e l’l% ha ora meno successi amorosi. Un approccio ostile, dunque, che affonderebbe le sue radici nell’impossibilità di “nascondersi” (54%), nella perdita di relazioni profonde, legate in passato ai rapporto vis-a-vis (23 utenti su 100), nel furto di tempo, serenità e felicità (16 utenti su 100), nonché nell’individuazione più facile di tradimenti e bugie, sia proprie che altrui (13 utenti su 100).
Considerate queste premesse quasi non sorprende scoprire che il cellulare sia altresì capace di suscitare vere e proprie pulsioni affettive. Premesso che il 24% degli utenti dichiara di avere un rapporto prettamente funzionale col suo telefonino (escludendo quindi qualsiasi tipo di implicazione sentimentale), tra gli altri c’è chi parla di simpatia e amicizia (il 47%), chi di gratitudine e riconoscenza (il 44%), chi di stupore tecnologico (il 41%), chi mostra apprezzamento per il carattere estetico dell’oggetto (il 24%), chi prova piacere a esibirlo e mostrarlo agli altri (il 12%) e chi addirittura (il 7%) confessa di essere legato al fidato “compagno” elettronico da un sentimento di amore e adorazione.
Non mancano, anche in questo caso, le voci fuori dal coro. Il 16% parla di dipendenza schiavistica, il 16% prova insofferenza e irritazione (specie per la sua pervasività o per l’esagerata difficoltà d’utilizzo), il 9% parla di antipatia e di aggressività nei suoi confronti, il 7% lo rifiuta e lo odia.
“Lui”, però, è sempre presente. O quasi. Solo il 2% degli utilizzatori dichiara di tenere il cellulare sempre spento, accendendolo quando è necessario. All’opposto l‘11% non lo spegne mai, neppure quando dorme o fa l’amore. Il 66% lo spegne di notte, il 14% quando lavora o studia, il 6% mentre è in casa, il 2% nei luoghi “sensibili” (chiese, ospedali, aerei, musei, ristoranti), e poco più dell‘1% quando non desidera essere
disturbato.





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