Giochi: l’Uomo Ragno back in action (con un ospite speciale)
Il boom del divertimento Ci riesce? Abbastanza: pur con un elenco di difetti non trascurabile, il gioco ha indubbiamente un suo fascino. A partire dalla scelta di inframmezzare le missioni nei panni rossoblù dell’Uomo Ragno con sezioni in cui si impersona Venom, il brutale gigante nero, impegnato a sfogare la sua furia devastando la città e mangiando i passanti. Un altro punto di forza di “Ultimate Spider-Man” sono gli scontri con i boss (da Rhino a Carnage a Electro…), coreografici e spettacolari, e pazienza se la sceneggiature è costretta ai salti mortali pur di infilare più supercattivi possibile nella stessa storia, uno dopo l’altro.
In più, “Spider-Man” adotta una spettacolare grafica in cel-shading, con contorni spessi e un tratto che riproduce alla perfezione quello di una tavola illustrata (tanto più che il gioco è ispirato dalla serie a fumetti “Ultimate”). Tecnicamente, insomma, il gioco è delizioso.
E poi c’è New York: enorme e tutta esplorabile, è il palcoscenico ideale per arrampicate impossibili, voli da vertigine dalle cime dei grattacieli, corse velocissime appesi alle ragnatele. Come capita spesso quando c’è a disposizione un ambiente “aperto”, si finisce per passare gran parte del tempo andando a zonzo, senza seguire le “tappe” della trama.
Cattive ultime, le note dolenti: il ritmo delle missioni principali è troppo frammentato, i combattimenti “comuni” annoiano, le sottoquest a volte irritano e basta. E il gioco tende a esaurirsi abbastanza in fretta.
Finché dura, comunque, “Ultimate Spider-Man” è un buon esempio di cosa si può fare sfruttando l’universo Marvel. Per il capolavoro, però, dobbiamo ancora attendere.





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