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Giochi, “The Warriors”: guerrieri, alla carica!

Scritto da Filippo Ferrari

The Warriors - Credits: Rockstar
Arriva Gizmondo. Per gioco, ma non solo
Chi si ricorda “I guerrieri della notte” (in inglese “The Warriors”)? La pellicola cult firmata da Walter Hill nel 1979 era ormai praticamente finita nel dimenticatoio, trascurata dalla Tv e dalle videoteche, fino a quando Rockstar ha annunciato l’acquisizione dei diritti per farne un videogioco.
Il boom del divertimento E allora quel vecchio, mitico film ha ricominciato a sucitare interesse. Perché le menti malsane dietro “Grand Theft Auto” avrebbero dovuto scegliere una licenza vecchia di trent’anni e apparentemente priva di appeal commerciale? Per amore (è evidente che “I guerreri della notte” fa parte della formazione culturale dei programmatori), e perché fornisce tutti gli elementi perfetti per resuscitare e riportare alla gloria il mai troppo rimpianto genere dei picchiaduro a scorrimento.

Guerra tra gang, violenza urbana e droga, nella cornice della New York degradata di fine anni Settanta ? Pane per i denti di Rockstar, che ha trasposto le atmosfere, il look e la tensione del film in maniera magistrale (al di là di una grafica così così), prendendosi anche la libertà di inventare tutta la storia dei mesi precedenti i fatti della pellicola, con una narrazione convincente che ci fa conoscere la personalità dei singoli Warriors e la nascita della gang.

Il gioco è sporco, violentissimo, scorretto (il marchio di fabbrica Rockstar), una sequenza di furibondi e affollatissimi pestaggi da strada conditi da sottomissioni e diversivi criminali: devastazione di negozi, furti d’autoradio, assuzione di stupefacenti, graffiti selvaggi. Basti sapere che il sistema di combattimento è efficace e semplice da maneggiare (tre-tasti-tre), ma profondo quanto serve per non annoiare mai: tutto il resto, dalla modalità rissa al multiplayer ai contenuti extra, merita di essere scoperto giocando. “The Warriors” ha gli attributi di un classico.

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