Telefonini, utili anche in ospedale
Photogallery cellulariNuovi, sempre più ricchi di funzioni e in grado soddisfare le esigenze degli utenti più esigenti: i telefoni cellulari di ultima generazione sono sempre meno telefoni e sempre più smart device, periferiche intelligenti. E, non da ultimo, pare che siano più rispettosi delle apparecchiature medicali con cui - in passato - sarebbero potuti entrare in conflitto.
Internet, telefoni e dintorni I dati su cui ci si basa sono autorevoli: uno studio basato su più di 4000 osservazioni al riguardo è stato pubblicato dall’Anesthesia & Analgesia, una pubblicazione scientifica sulla breccia da più di 40 anni. E le conclusioni inconfutabili: le interferenze elettroniche generate dai telefonini erano principalmente dovute all’incompatibilità tra le loro frequenze d’uso e i sistemi di telemetria adottati.
Ma ora la tecnologia è cambiata, e i rischi di interferenza molto ridotti. “I nuovi telefoni cellulari basati su tecnologie digitali [quindi, tutto ciò che non sia E-Tacs o Amps, ndR] - ha dichiatarato il prof. Keith Ruskin dell’Università di Yale - usano più potenza e operano su frequenze differenti”. Notizia, questa, che era alla portata dei più da tempo, ma che è così spiegata: “I rischi di interferenze elettromagnetiche tra telefoni cellulari e apparecchiature medicali sono minori rispetto ai benefici potenziali derivanti da comunicazioni migliori”.
Come a dire, rischio zero o quasi. Lo studio evidenzia un 2,4% di possibili interferenze dei telefonini con ventilatori, pompe per trasfusioni e strumenti per l’analisi dei pazienti; ma anche un 14,9% di rischio di errore medico o patologia dovuta al ritardo nelle comunicazioni.
Quindi, sì ai telefonini, anche in ospedale. Purché il loro uso sia riservato a medici e personale paramedico: perché nessuno studio è ancora emerso sul “disagio acustico da telefonino”. E la sola idea di un brulicare di suonerie polifoniche in una corsia d’ospedale rappresenta in sé una visione apocalittica.





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