Prova giochi: “Black”
Videogiochi, nuovi strumenti erotici_Tomb Raider | Unreal Tournament_Rugby Challenge | Dead or Alive 4 | Giochi_Tutte le news di oggi | Fotonotizie dal mondo | Foto da Flickr“Black” è una sorta di ritorno alle origini del genere, quando erano solo le pistole a parlare e per giocare non servivano 23 tasti.Il boom del divertimento È uno sparatutto in prima persona nitido ed essenziale, che Criterion (gli sviluppatori) ha concepito come uno spettacolare, adrenalinico elogio della devastazione.
Per fare questo, però, ha volutamente rinunciato a qualunque sofisticatezza o spessore strategico, e non ha nemmeno preso in ipotesi di aggiungere una modalità multiplayer. “Black” non prevede tattiche stealth, non approfondisce motivazioni/psicologie, non concede percorsi alternativi e ovvia alla scarsa intelligenza artificiale dei nemici schierandone centinaia: qui si spara fino a fondere il grilletto e basta. Il fatto che le armi che impugnamo siano realizzate con un numero di poligoni esagerato dice tutto: i veri protagonisti del gioco sono loro, gli Uzi e gli Ak 47.
E in questo il titolo di Criterion è un successo pieno. Mai visto un arsenale così massiccio e soddisfacente, mai viste sparatorie così intense e gloriose, mai viste tante cose esplodere tutte insieme, mai visti tanti proiettili consumati - ogni terrorista spara più caricatori di Stallone in tutta la trilogia di “Rambo”. Con la quantità di azione stipata in mezz’ora di “Black”, qualunque altro Fps ci ricaverebbe almeno sei ore di gioco. “Black” è esaltante, nell’accezione più selvaggia e viscerale del termine.
Complice anche una realizzazione grafica sbalorditiva sia su Xbox che su PlayStation 2, capace di gestire paesaggi complessi, orde di nemici assatanati ed effetti grafici in quantità smodata (luce, particelle, scie, fumo) senza mostrare un minimo cenno di affaticamento. Senza contare, poi, che gran parte degli oggetti su schermo (ma non tutti, come avremmo sperato) può essere ridotto in frantumi da una dose adeguata di piombo. Di solito la distruzione è puramente coreografica, ma può servire anche a stanare o eliminare sotto le macerie qualche nemico nascosto.
Peccato che proprio sul più bello “Black” si interrompa brutalmente. È corto, maledettamente troppo corto. Finché dura, però, è semplicemente magnifico.
Voto: 8
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